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Addio a Riccardo Minisini, storico fantino livornese

È morto a 76 anni dopo una lunga malattia. È stato il mentore del figlio Luca, tre volte campione al Palio di Siena

LIVORNO. È morto a 76 anni Riccardo Minisini, storico fantino livornese che da quindici anni abitava a Fucecchio.Negli anni d'oro dell'ippodromo Caprilli, Minisini è stato prima fantino e allenatore successivamente. Un personaggio molto legato alla città labronica, anche perché il figlio Luca, che da lui ha ereditato la passione per l'ippica e la maestria nel cavalcare, ha scritto la storia del Palio di Siena. Con il soprannome Dé - superfluo spiegare perché sia conosciuto con questo appellativo - Luca Minisini ha partecipato a 22 competizioni in Piazza del Campo, vincendone tre. E diventando il simbolo della livornesità nella competizione sulla Terra di Siena. La prima vittoria di Dé arriva per il Palio dell'Assunta, nell'agosto 2000, quando corre per la contrada del Leocorno. Un'ascesa impressionante la sua, visto che le altre due vittorie al Palio di Siena arrivano subito: nel 2001 vince per la contrada del Drago e l'anno successivo per l'Istrice.Una passione, come detto, che Luca Minisini ha appreso fin da bimbo, osservando e imparando dal padre. Ma anche frequentando i paddock del Caprilli che per tanti lustri sono stati la seconda del babbo Riccardo. Che, per oltre trent'anni è stato una delle figure di spicco dell'ippica livornese. E non solo.

La sua passione per i cavalli, comunque, è stata legata all'attività all'interno del Caprilli. Fino alla fine degli anni Settanta è stato fantino, vincendo - come ricorda il figlio - qualche centinaio di gare. Numerose le competizioni a cui ha partecipato, vincendo nel 1978 il Premio Livorno, proprio nel "suo" Caprilli. Ma la sua vittoria più importante Riccardo Minisini l'ha avuta fuori, vincendo nel 1972, in sella al cavallo Perugino, la "Corsa dell'Arno" a Firenze, ossia la corsa più antica nella storia italiana. «Se non era per mio padre - racconta Minisini - non avrei fatto il fantino e non avrei avuto successi. Gli devo tutti gli insegnamenti». Con l'inizio degli anni Ottanta, Minisini aveva dismesso casco e frustino per dedicarsi principalmente, sempre all'ippodromo cittadino, all'attività di allenatore. Molti i cavalli che aveva addestrato, fra i quali Patas Blancas, Ormeggio e Tuccio. E tutti gli avevano dato grandi soddisfazioni.Da una quindicina di anni si era trasferito a Fucecchio, soprattutto per avvicinarsi al figlio Luca e ai nipoti, che adorava.Poi, circa due anni fa, è stato colpito da una brutta malattia che ha combattuto con grande coraggio e determinazione. Il funerale si è svolto in forma privata.

Pubblicato su Il Tirreno