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Morta in casa a 30 anni a Livorno, aperta un’inchiesta: l'ultima serata e le chat sul telefono

La donna abitava in un appartamento di via Lamarmora: l’allarme lanciato da un conoscente. Disposta l’autopsia

LIVORNO. Non rispondeva al telefono. Per questo un conoscente, poco prima delle nove di ieri mattina, ha lanciato l’allarme chiamando i soccorsi, per prima cosa il centralino del 118. Quando i volontari della Svs sono arrivati in via Lamarmora dove la donna «abita da sola», al secondo piano di un condominio color pastello, hanno provato un disperato tentativo di rianimarla.

Tutto inutile. Chiara Rosato, 30 anni, era già deceduta da qualche ora. Molto probabilmente nella notte precedente.

Per questo la prima telefonata dei soccorritori è stata alla polizia: troppo giovane per non approfondire. È cominciata così, intorno alle 9.30, l’indagine per ricostruire le cause del decesso della trentenne. Per ore la polizia scientifica ha effettuato i rilievi all’interno dell’appartamento a caccia di particolari utili.

Dalle prima indiscrezioni pare che non ci siano segni di violenza sul corpo della vittima. E in casa non sono state ritrovati oggetti o sostanze che possano far pensare a una morte dovuta a fattori esterni.

Nonostante questo la pubblico ministero Sabrina Carmazzi ha aperto un fascicolo, al momento contro ignoti, e delegato la squadra mobile per effettuare diversi accertamenti per cercare di capire, approfondire, sapere. E per rispondere anche alle domande di chi – ed erano molti – voleva bene a Chiara. «Siamo tutti sconvolti – dice una vicina – non abbiamo capito che cosa possa essere accaduto. Abbiamo solo visto arrivare l’ambulanza e poi le macchine della polizia. Di quello che è successo non abbiamo idea».

L’obiettivo della Procura, infatti, è innanzitutto quello di ricostruire l’ultima serata della giovane donna. In particolare se abbia incontrato qualcuno oppure se, volontariamente o per errore, abbia potuto assumere qualcosa – anche un farmaco – che possa aver innescato il malore fatale. Ecco perché non è escluso che gli investigatori possano analizzare anche il cellulare della trentenne. E attraverso i messaggi, le chat e le ultime chiamate, avere un quadro più chiaro della situazione.

In via Lamarmora – intorno alle undici – è arrivato anche il medico legale Damiano Marra per una prima ispezione sulla salma. Toccherà allo stesso medico, martedì mattina effettuare l’autopsia.

Per lunedì, infatti, è previsto l’incarico ufficiale da parte della pubblico ministero che consegnerà al medico anche i quesiti a cui dovrà rispondere. Molto probabilmente i funerali si svolgeranno, invece, nella giornata di mercoledì, quando se non ci saranno colpi di scena la salma sarà riconsegnata ai familiari. —

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Pubblicato su Il Tirreno