• Home
  •  > Notizie
  •  > Ex ciclista e titolare di uno storico ristorante muore per un infarto mentre è in bicicletta

Ex ciclista e titolare di uno storico ristorante muore per un infarto mentre è in bicicletta

Era con alcuni amici e si è sentito male a Ponteginori. In carriera era stato anche gregario di Francesco Moser

CECINA. È morto mentre andava in bicicletta, la sua passione più grande fin da quando era ragazzo. Piero Falorni, ex ciclista professionista che da quarantacinque anni era titolare con la moglie della storica Trattoria Senese, è morto ieri mattina. Era con alcuni amici su via della Camminata a Ponteginori. Un malore, probabilmente di origine cardiaca, non gli ha lasciato scampo.

La notizia della sua morte, che nel pomeriggio di giovedì 8 luglio si è diffusa a Cecina e lungo la costa, ha lasciato senza parole la comunità. Falorni, che avrebbe compiuto 69 anni il prossimo novembre, era conosciuto e apprezzato per le sue doti sportive, ma anche per la passione e la bravura con cui portava avanti l’attività di cuoco alla Trattoria Senese, che lui e la moglie, Gemma Pagni, hanno rilevato dal padre di lei, Ascanio.

Falorni era partito ieri alle 8.30 dal quartiere Cecina Nuova e sembrava la solita giornata in bici; alle 10.30 si è sentito male ed è stramazzato al suolo. Non è servito a nulla il tentativo dei suoi compagni di rianimarlo, né la prosecuzione dell’intervento da parte degli operatori sanitari. Falorni è morto in via della Camminata, a Ponteginori.

Le prime avvisaglie per Falorni si sono avute mentre stava passando da Pomarance. Il gruppo aveva già percorso diversi chilometri, il caldo di una giornata afosa seppur velata si faceva sentire sulle teste e sulle gambe. Falorni, ex ciclista professionista, uno che negli anni Settanta ha pedalato per la Gis gelati insieme al grande Francesco Moser, è meno brillante del solito. Non si sente benissimo, si affatica più del solito. Arrivati a Pomarance si ferma e chiede aiuto ai suoi compagni di strada. Ha un dolore al petto, un’oppressione.

Ovviamente la compagnia di ciclisti si ferma in un posto all’ombra. Falorni è presente a se stesso, un po’ spaventato però attribuisce il malessere a un affaticamento. Magari al caldo.

I compagni di squadra gli trovano un bicchiere d’acqua e il gruppo si ferma a riposare qualche minuto. Falorni si sente meglio e rassicura i compagni: si può ripartire. E così fanno. Pochi minuti dopo l’uomo cade a terra, mentre sta andando sui pedali. Gli amici lo soccorrono immediatamente con un massaggio cardiaco. Si danno il cambio cercando di fare ripartire il cuore, senza mai mollare. Nel frattempo chiamano i soccorsi e arrivano l’automedica di Volterra e la Misericordia di Saline di Volterra. Da quel momento sono gli operatori sanitari a tentare, invano, di salvare la vita a Falorni. Non c’è niente da fare e alla fine viene dichiarato il decesso. La morte di Falorni, che lascia la moglie Gemma e la figlia Silvia, ha generato sconforto in tutta la costa. Nato a Bibbona, da giovanissimo si era appassionato al ciclismo, correndo con Francesco Moser per la Gis gelati e partecipando anche a due Giri d’Italia. Poi, dismessi i panni di professionista ma non quelli di appassionato, era stato anche cuoco della nazionale di ciclismo. Un amore, quello per la cucina, che non ha mai abbandonato. Alle Senese curava la scelta degli ingredienti e la fattura dei piatti personalmente, proponendo una cucina classica ma di grande qualità, apprezzata da decenni su tutta la costa.

Increduli i clienti dello storico ristorante all’incrocio fra via Diaz e via Cavour, come del resto gli amici che con lui hanno condiviso tanti anni di pedalate. Mauro Guglielmi, fiduciario del Coni per la zona e presidente dei Veterani dello sport ci tiene a salutare Falorni: «Lo vogliamo ricordare – dice – per la passione, la capacità e l’impegno nella sua attività. Ha fatto grandi cose da professionista, e poi anche come amatore ha continuato ad animare la passione ciclistica nella zona. Lascia un grande segno. Tra anni fa fu premiato dai Veterani con la motivazione “Amore per lo sport”: ciò fa capire che tipo di persona fosse. Siamo addolorati». La salma, ricomposta all’obitorio del cimitero di Cecina, è a disposizione della magistratura. Da stabilire la data del funerale. —

 

Pubblicato su Il Tirreno