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Uccisa a martellate in casa a Livorno, in carcere per l'omicidio l'ex marito: «Progettava la fuga»

La procura di Livorno ha emesso un decreto di fermo nei confronti dell'uomo, 55 anni, al termine di un lungo interrogatorio che si è concluso all'alba di lunedì 5 luglio 

LIVORNO. È in carcere con l'accusa di omicidio volontario Youssef El Haitami, 55 anni, ex marito di Ginetta Giolli, la donna di 62 anni uccisa a martellate nella sua casa di via Garibaldi, alla periferia di Livorno, e trovata sabato 3 luglio nel suo letto con ferite alla testa.

Il pubblico ministero che coordina le indagini, all'alba di lunedì 5 luglio, ha firmato un decreto di fermo nei confronti del cinquantacinquenne che domenica il Tirreno aveva trovato a pochi metri dal luogo dell'omicidio, nella macelleria venduta poche settimane fa.«Non sapevo ciò che è successo - aveva detto - sono tornato ieri da Roma. Vado subito in questura».

Dagli uffici della squadra mobile è entrato come persona informata sui fatti nel primo pomeriggio di domenica ed è uscito da indagato, principale sospettato del delitto. Secondo gli investigatori, l'uomo stava pensando di lasciare l'Italia. Ecco perché è stato preso questo provvedimento. Molte le cose che non quadrano nel suo alibi.

Un'amica della vittima che abita nello stesso complesso, infatti, ha raccontato che la sessantaduenne, giovedì sera, l'aveva chiamata dicendole di avere paura perché l'ex marito era in casa ubriaco. Da quel momento il silenzio. Agli investigatori l'indagato ha fornito una ricostruzione che non ha convinto. A cominciare proprio da quel viaggio a Roma che il cinquatacinquenne avrebbe fatto giovedì ma che non risulta.

Adesso saranno gli accertamenti della scientifica a dover chiarire, come è stata uccisa la donna. L'arma del delitto è stata sequestrata. Ma restano molti dubbbi. A cominciare dal movente. Forse un litigio scoppiato proprio perché la vittima voleva che l'ex marito se ne andasse. La procura ha intanto chiesto la conferma del provvedimento di fermo al giudice per le indagini preliminari. 

Pubblicato su Il Tirreno