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Alessio, l'escursionista morto sulle Apuane tradito dalla mappa scaricata dal web

Il giovane è precipitato e non ce l'ha fatta. Era con la fidanzata che è rimasta in bilico nel vuoto. Volevano raggiungere la cima del monte Roccandagia. Ecco dove li ha portati l'itinerario trovato in Rete

LUCCA. Volevano raggiungere la cima del monte Roccandagia, alto 1.717 metri nella parte settentrionale delle Alpi Apuane nel comune di Vagli, ma invece di seguire il sentiero mappato i due fidanzati si sono fidati della Rete. Hanno intrapreso un’altra via, decisamente impervia e utilizzata esclusivamente da espertissimi escursionisti, che pare abbiano scaricato dal web. E quella rotta li ha traditi portandoli su un terreno molto ripido e scosceso. Erano trascorse da poco le 13 quando Alessio Amato, 33 anni, residente nel comune di Crespina Lorenzana e dipendente del caseificio Busti di Fauglia, è precipitato in un canalone, denominato San Viano, facendo un volo di duecento metri. Per lui non c’è stato scampo.

A pochi metri dal giovane appassionato della montagna c’era la fidanzata, Serena Carbone, 29 anni, di Pisa, terapista per bambini con problemi neurologici, che ha avuto la forza di chiamare con il cellulare la centrale operativa del 118. La ragazza è rimasta in bilico nel vuoto: aggrappata a una roccia per diverse ore sino all’arrivo dei soccorritori. La stazione di Lucca del Soccorso Alpino Toscano si è immediatamente attivata per recuperare la giovane escursionista in pericolo e contestualmente il corpo del giovane originario di Crespina. La coppia al momento dell’incidente era quasi arrivata in vetta della montagna. Si trovava infatti sulle delle placche rocciose nella parte destra orografica dell’uscita del canale su una zona caratterizzata da sfasciumi verticali e da paleo. Particolarmente difficili le operazioni della squadra dei tecnici per raggiungere la giovane donna.

Sono state impiegate quasi otto ore per riportarla ai mille metri dell’oasi di Campocatino, nel comune di Vagli, dove si trova il campo base. Per un duplice motivo: il terreno particolarmente infido e pericoloso e le condizioni atmosferiche decisamente altalenanti. Proprio la questione meteorologica non ha consentito l’immediato intervento dell’elicottero Pegaso costringendo la squadra di soccorso a intraprendere le manovre di calata per raggiungere la giovane escursionista. Raggiunta dai soccorritori poco prima della 20 è stata aiutata a raggiungere il sentiero per poi confluire a piedi verso Campocatino. Contestualmente l’elicottero, allertato e atterrato alla struttura di Orto Murato, appena le condizioni lo hanno consentito ha provato ad avvicinarsi e imbracare la giovane terrorizzata per l’accaduto.

Ma l’intervento per velocizzare le operazioni di soccorso non è riuscito e gli addetti del soccorso hanno proseguito con la giovane escursionista lungo il sentiero arrivando sino a Campocatino dove un’ambulanza ha trasferito la donna al pronto soccorso. Allertati anche i carabinieri di Castelnuovo che, appena sarà possibile ascolteranno la giovane, e il magistrato di turno. Viste le condizioni atmosferiche non è stato possibile recuperare il corpo di Amato. Stamani proseguiranno le ricerche. —

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Pubblicato su Il Tirreno