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Addio Elio Niccolai. Con lui il Rallye dell’Elba è diventato una leggenda

Aveva 85 anni, nel 1960 aprì la sede dell’Automobil Club a Portoferraio. Nel 1968 dette vita alla prima edizione della corsa che non ha più abbandonato

PORTOFERRAIO. Se l’Elba è l’isola dei motori lo si deve a lui. Sessantuno anni fa arrivò da Livorno a Portoferraio per aprire l’ufficio dell’Aci, in piazza del Popolo. Doveva essere un sacrificio. E invece era solo l’inizio di una grande storia d’amore con l’isola, dove ha messo su famiglia e ha trovato una nuova casa.

Elio Niccolai è stato il padre del Rallye Elba e un punto di riferimento per generazioni di appassionati di motori. O, per essere più precisi, era l’uomo che con tenacia, impegno e organizzazione è riuscito a trasformare i sogni e le idee apparentemente irrealizzabili in progetti concreti.

Per questo motivo la notizia della sua morte, avvenuta ieri mattina in una stanza dell’ospedale di Portoferraio, è stata un colpo al cuore per tantissimi elbani. Si era sentito male il giorno prima della partenza dell’ultimo rallye corso all’Elba, lo scorso aprile. Da allora la salute è diventata un problema, lo sapevano bene le persone vicine al dirigente dell’Aci. Poi un brusco peggioramento e il ricovero in ospedale a Portoferraio. Fino alla notizia della sua morte, ieri mattina. Classe 1936, livornese. Nato in Borgo Cappuccini. A soli 24 anni era già capoufficio dell’Aci di Livorno quando, 61 anni fa, fu mandato all’Elba per aprire l’ufficio territoriale. Fino ad allora i bolli degli automobilisti elbani venivano portati “in continente” da Roberto Brandi. A mano. Dopo pochi anni di assestamento, ecco l’apertura della sede in viale Elba. La stessa che è attiva anche oggi e nella quale, fino all’ultimo, Niccolai ha prestato servizio in qualità di dirigente, responsabile e risolutore di problemi. È forse questo il suo più grande pregio, a sentire chi in questi anni gli è stato vicino: non c’era un problema che Elio non sapesse risolvere. E di criticità da risolvere, quando arrivò all’Elba, ce n’erano parecchie. Patenti, bolli e altre pratiche automobilistiche. Niccolai riuscì con tanto lavoro e competenza a mettere su un servizio organizzato. Se adesso all’Elba le patenti vengono rinnovate in soli due giorni il merito è in larga parte suo. «Elio è stato una vera e propria istituzione per l’Ac provinciale e punto di riferimento instancabile e fidato per tutti gli automobilisti elbani – spiegano dall’Automobil Club di Livorno – siano essi associati al Club che semplici utenti».

L’Aci era il lavoro, il Rallye la grande passione. Iniziò come un sogno ad occhi aperti. Nel 1966. L’allora presidente dell’Aci Luigi Bertett lanciò l’idea di realizzare un rally all’Elba e incaricò Niccolai di metterlo in piedi. Il progetto non andò in porto, ma Elio non si dette per vinto. Scrisse un ampio articolo su “Elba turistica” e iniziò a lavorare al progetto, coinvolgendo persino la Cassa del Mezzogiorno per intervenire sulle strade elbane. Le istituzioni elbane furono coinvolte: il Rallye Elba sarebbe stato un trampolino di lancio anche per il turismo. Fu l’intuizione determinante. Nel 1968 fu varata la prima edizione del Rallye, una competizione mitologica per gli appassionati dei motori. Sulle strade elbane, da allora, si sono viste all’opera generazioni di campioni. E gli elbani, anno dopo anno, hanno continuato ad assieparsi sui tornanti del Volterraio o della Segagnana, ammirando le derapate e i controsterzi di centinaia di piloti. Niccolai è sempre stato l’anima di questo evento, quello che l’ha creato e che negli anni ha saputo tenere in vita. Anche l’ultima edizione organizzata da Aci Livorno è strettamente legata a lui, fino all’ultimo dentro il comitato organizzatore dell’associazione. Si è sentito male prima della bandiera a scacchi, purtroppo è stato l’inizio dell’ultimo chilometro della sua vita.

La notizia della morte dello storico dirigente dell’Automobil Club si è sparsa rapidamente sull’isola. I motori erano la grande passione di Niccolai, ma non l’unica. Nel 1968 Elio fu tra i fondatori del Lions Club dell’isola d’Elba, nel 1984 fu tra quelli che contribuirono a rilanciare il Premio letterario isola d’Elba. Cavaliere della Repubblica nel 1975, ha ricevuto la “Stella d’argento al merito sportivo”.

Le sue relazioni e l’impegno erano risorse preziose. Negli anni della giunta Fratini fu coinvolto nello studio di un piano del traffico per la città, le istituzioni sanitarie gli chiesero di studiare un piano per il soccorso dei malati con l’elicottero. Con l’Autoscuola Del Bruno e il Circolo Pertini fece partire un progetto di educazione stradale nelle scuole. Insomma, Niccolai, è stato per anni un punto di riferimento. Lascia la moglie Paola e i figli Barbara e Fabrizio. Oggi alle 15,30 sarà celebrata una messa alla chiesa di San Giuseppe, alla Sghinghetta. Lunedì la salma sarà portata dall’impresa funebre Posini a Livorno per la cremazione, poi le ceneri saranno depositate nel cimitero del Santissimo Sacramento di Portoferraio. L’ultima curva, direbbero gli appassionati di motori, di un personaggio che resterà nel cuore dell’isola. —

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Pubblicato su Il Tirreno