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Storica band si scioglie dopo un lutto e dona i soldi alla Misericordia

Panicucci, chitarrista dei “Supramonte” di Santa Maria a Monte morto a 61 anni, era vicegovernatore. L’associazione: «Cifra importante in nome di Dario, grazie»

SANTA MARIA A MONTE. La passione per la musica e per le associazioni del paese erano state parte integrante della sua vita. Ora che Dario Panicucci non c’è più, dopo la sua scomparsa lo scorso 15 agosto a seguito di un malore , queste due “anime” si ritrovano in un unico progetto di solidarietà. Questo hanno voluto i Supramonte, notissima cover band di Fabrizio De Andrè di cui Dario ha fatto parte fino all’ultimo insieme ai figli, al fratello e ad alcuni amici, con una donazione alla “sua” Misericordia di Santa Maria a Monte. Panicucci al momento della sua scomparsa era infatti vice governatore.

Il gruppo, una vera e propria orchestra molto nota in giro per la provincia per le proprie esibizioni, si è sciolto in questo periodo, insieme all’omonima associazione, devolvendo i soldi rimasti proprio alla Misericordia. «Una cifra che non hanno voluto rendere nota, ma che è ingente – dice l’attuale governatore Simone Massetani –. Un ricordo affettuoso di una parte importante del percorso di vita di Dario, la cui passione era apprezzata da tutti».

Dipendente delle poste, Panicucci da alcuni anni dirigeva l’ufficio di Lavaiano. Era impegnato su vari fronti nella vita sociale santamariammontese. Apprezzato organista, era anche direttore del coro parrocchiale. Di alcuni anni fa, poi, la nascita dei Supramonte, originale gruppo che aveva portato la musica di De Andrè in giro fra auditorum e piazze. Un gruppo di cui facevano parte in pianta stabile lui, chitarra solista, i due figli Daria e Tommaso rispettivamente alle tastiere e alle percussioni, il fratello Mario in qualità di cantante e chitarrista, Anna Chiara Pieroni alla chitarra di accompagnamento, Antonio Belcari al basso e Cristiano Isola al sassofono.

«Era l’anima indiscussa del gruppo, oltre che un amico – lo ricorda oggi il professor Belcari –. Dario era unico e irripetibile e non potevamo andare avanti senza di lui. Proprio per questo abbiamo deciso per lo scioglimento. Quando c’è stato da decidere cosa fare dei soldi rimasti, frutto delle serate, non ci sono stati dubbi». —

Nilo Di Modica

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Pubblicato su Il Tirreno