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Commercianti in piazza per chiedere aiuto «Fateci riaprire subito»

Duecento al flash-mob di Confesercenti e Confcommercio in piazza Gavinana Chiesti anche ristori proporzionati e stop alle tasse. La solidarietà del sindaco

Ristoratori, commercianti, ambulanti, baristi; titolari e dipendenti. Erano in tanti, ieri, al flash-mob organizzato da Confcommercio e Confesercenti per lanciare l’ennesimo grido d’allarme su un settore che ha subito sin qui pesantissimi contraccolpi dai provvedimenti del governo per combattere la diffusione dell’epidemia. E che chiede di poter riaprire subito, di avere un anno di tregua fiscale e di ottenere rimborsi effettivamente legati ai fatturati andati in fumo.

Appuntamento alle 11 nelle piazze di tutta la Toscana. A Pistoia l’epicentro della manifestazione era piazza Gavinana, dove si sono ritrovate circa duecento persone e da dove si sono snodate tre catene umane lungo via Cavour, via Cino e via Buozzi rispettivamente. I manifestanti erano uniti tra loro da un nastro tricolore e tutti avevano un cartello con gli slogan della giornata: «Salviamo le imprese»; «Salute e lavoro possono convivere»; «Vogliamo ristori adeguati». Tutti i manifestanti erano rigorosamente muniti di mascherina, per evitare che il flash-mob diventasse un assembramento.

Anche per assicurare maggiore sicurezza, la manifestazione è durata pochi minuti: il tempo per i presidenti delle due associazioni organizzatrici – Stefano Morandi per Confcommercio e Pierluigi Lorenzini per Confesercenti – di illustrare le ragioni della protesta e il contenuto delle proposte che di lì a poco sarebbero state consegnate al prefetto Gerlando Iorio.

Morandi ha esordito ringraziando i partecipanti. «Non ci aspettavamo che foste così numerosi» ha detto il presidente di Confcommercio. Sottolineando poi che l’iniziativa aveva lo scopo «di far aprire gli occhi al governo, di fronte ad una situazione che sta condannando a morte le imprese». Perché «nessuno può sopravvivere rimanendo chiuso sette mesi su 12». Quella che si prepara, secondo Morandi, è «una carneficina sociale, un dramma silenzioso che il settore sta vivendo».

Le richieste, come detto, sono tre: riapertura subito, in sicurezza, delle attività commerciali; azzeramento delle imposte nazionali e locali; ristori immediati e proporzionali alle perdite di fatturato.

«Stamani siamo qui insieme per esprimere una sofferenza inedita e tremenda – ha aggiunto Pierluigi Lorenzini, leader della Confesercenti – siamo qui, pur essendo Pistoia in zona rossa. Non potevamo non esserci, nonostante la preoccupazione che possiamo destare nella popolazione che poi esprime i nostri clienti. Chiediamo comprensione e sostegno.Non possiamo rinunciare al diritto di lavorare».

Lorenzini ha aggiunto che gli imprenditori del terziario sono disponibili a fare tutto il necessario per garantire la sicurezza. «Ma vogliamo poter riaprire. Amiamo le nostre città e le nostre aziende, sono ricchezza che abbiamo creato e che ora vogliamo difendere. Per questo chiediamo provvedimenti immediati. Mentre anche la cassa integrazione guadagni, ad esempio, è indietro di mesi in certi casi».

Alla manifestazione hanno preso parte anche alcuni consiglieri comunali e lo stesso sindaco Alessandro Tomasi. «Sono qui – ha spiegato ai giornalisti – per portare solidarietà e vicinanza a questi che, in molti casi, sono anche amici personali. Queste persone chiedono regole chiare e durature, regole che il nuovo governo è chiamato ad assumere, in discontinuità con il precedente». Tomasi cita poi una ricerca della Confesercenti nazionale, che quantifica in 2.600 euro pro capite la perdita di ricchezza nazionale nel corso del 2020 dovuta alla crisi economica prodotta dalle misure anti-Covid. «Prima completiamo le vaccinazioni, prima riparte l’econo mia».

Proprio ieri il consiglio comunale ha iniziato l’esame del bilancio preventivo 2021: c’è la possibilità di accogliere l’azzeramento delle imposte locali chiesto, tra l’altro, dai manifestanti? Tomasi è costretto a rispondere picche. «Una cosa del genere – dice il sindaco – non è sostenibile, con l’attuale bilancio. Noi stessi aspettiamo le decisioni del governo per sapere di quante risorse disporremo». —

Pubblicato su Il Tirreno