• Home
  •  > Notizie
  •  > L'ultimo saluto a Filù nella chiesa di Ripa

L'ultimo saluto a Filù nella chiesa di Ripa

I funerali verranno celebrati il 28 gennaio. Il parroco: «È un duro colpo per tutti. Lui era uno dei ragazzi di Strettoia, fra quelli più grandi. Una persona gioiosa, brillante e scherzosa. Le classiche persone con il sorriso pronto»

STRETTOIA. L’ultimo saluto a Filippo Ulivi, il trentaquattrenne morto  in un incidente in scooter in via della Chiesa a Strettoia, sarà domani (28 gennaio) a Ripa. Sarà don Roberto, parroco della chiesa Sant’Antonio Abate in piazza Europa, ad officiare la santa messa, che verrà celebrata all’esterno. E successivamente la salma di Filù – così era chiamato da tutti gli amici – sarà portata al cimitero di Querceta.

Sulla dinamica dell’incidente non ci sono novità. Si sa di certo che Filippo ha fatto tutto da solo. Andava in direzione monti-mare: era stato a trovare un amico e stava tornando a casa. A circa 50 metri prima della chiesa di Strettoia, in via della Chiesa, è andato a sbattere nel muro che costeggia la carreggiata, picchiando la testa sul cemento: colpo che gli è stato fatale.

Una delle ipotesi fatte dagli agenti della polizia stradale è che Filippo avesse accusato un malore, ma sul corpo alla fine non è stata fatta l’autopsia come era stato ipotizzato in un primo momento.

Intanto il dolore di un’intera generazione di trentenni di Strettoia, di Marzocchino e di Querceta, che conosceva Filù è ancora tanto. E lo sa don Roberto: anche lui conosceva bene Filippo, e lo ricorda ancora quando due anni fa era stato uno dei personaggi del presepe vivente nel borgo di Strettoia. «È un duro colpo per tutti – dice don Roberto, che è parroco anche alla chiesa di Strettoia, il paese di origine di Filippo –. Lui era uno dei ragazzi di Strettoia, fra quelli più grandi. Una persona gioiosa, brillante e scherzosa. Le classiche persone con il sorriso pronto. Era anche fra quelli più attivi e presenti alle attività di paese, coloro con cui riesci quindi a costruire un rapporto umano, un’amicizia, e ora però quello che è successo brucia di più».

Date le restrizioni anti-covid, per permettere a tutti di partecipare al funerale, e ci saranno molti amici e conoscenti, la messa funebre si svolgerà in piazza davanti alla chiesa. All’interno ci sarebbero stati soltanto 80 posti. Don Roberto ha già chiesto l’autorizzazione ai vigili urbani di Seravezza. A piangere la morte di Filippo oltre a tutta una comunità, quella della frazione pietrasantina, c’è soprattutto la compagna Simona. Fra loro era in programma anche un matrimonio. Filippo aveva da poco comprato casa, in via Seravezza in località Marzocchino, vicino alla sede della ditta dove si recava tutte le mattine ormai da otto anni per svolgere il suo lavoro nel settore del marmo. Era infatti dipendete dell’Henraux Spa, dove da circa un anno era stato promosso da semplice operaio a responsabile del reparto cosiddetto “moschea”. Lunedì una ventina di colleghi hanno sospeso l’attività di lavoro per lutto: sono gli operai che più collaboravano a stretto contatto con Filù. Aveva anche una passione che un suo amico ha ricordato: era molto appassionato di pesca e di recente con un gruppo di amici aveva acquistato una piccola imbarcazione per praticare la pesca in mare aperto.

P

Pubblicato su Il Tirreno