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Addio al vivaista Nicola Pacini, ex promessa della Fiorentina

È morto a 57 anni per una malattia che lo aveva colpito pochi mesi fa. Lascia la moglie e tre figli

PISTOIA. Lo sguardo degli amici che lo andavano a trovare a casa cadeva spesso su una foto che lo ritraeva, giovane attaccante con il giglio stampato sulla maglia, marcato in maniera ruvida da un altrettanto giovanissimo Beppe Bergomi, suo coetaneo. Aveva giocato nella Primavera della Fiorentina Nicola Pacini, ma nei paesi che lo hanno visto crescere – Piuvica, Bottegone, Badia a Pacciana – in tanti lo ricordano per l’impegno profuso nella nascita delle squadre Uisp e Csi di quelle piccole realtà di campagna alle porte di Pistoia. Ricordano Nicola e la sua bravura in attacco che li ha portati a togliersi la soddisfazione di vincere qualche torneo amatoriale. Come il trofeo Corsini del 1984. «La finale fu allo stadio di Pistoia contro il Bar Marika di Monsummano», racconta un amico, Stefano Mazzoncini. «Nicola è quello con il braccio destro posato sulla coppa, lo vede? Una bella giornata per la Polisportiva Badia, noi ci siamo affezionatissimi». E in diversi hanno postato la foto sui social appena saputo della morte di Nicola Pacini. la mattina di domenica 10 gennaio, all’ospedale di Pistoia. Aveva solo 57 anni.

«Ad agosto – racconta un altro amico, Alfiero Bargiacchi – aveva fatto dei controlli in seguito a una febbre improvvisa». Non era Covid, era un tumore molto aggressivo che, inizialmente, all’ospedale di Pisa, avevano reputato si potesse quantomeno provare a combattere. Pacini era in lista per un trapianto, ma il primo gennaio le sue condizioni sono peggiorate, sino alle estreme conseguenze di domenica mattina.

Da giovanissimo era stato una promessa del calcio toscano. Notato dalla Fiorentina, aveva militato nei Giovanissimi gigliati, fino ad approdare poi alla Primavera. «Una volta – dice Bargiacchi – raccontò di un allenamento fatto dai ragazzi della Primavera con la prima squadra. Una cosa non inusuale a quei tempi. Calcolarono la velocità dei tiri: “Sai chi sono stati i più veloci? Al primo posto Giancarlo Antognoni, al secondo... Nicola Pacini».

Ma la carriera non decollò, per vari motivi. Pacini non rimase a piangere le occasioni perdute, cominciò a lavorare in una falegnameria e poi come vivaista, lasciando il tempo libero per il calcio amatoriale. Alcune squadre, come il Piuvica e il Badia, contribuì a rifondarle.

Era sposato con Angela Tempesti. Lascia tre figli, due femmine e un maschio. Da alcuni anni si era trasferito con la famiglia al Nespolo. Lavorava per conto dell’azienda vivaistica di Vannino Vannucci. —

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Pubblicato su Il Tirreno