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Addio a Nadio, padre delle “Tre Campane” di Pontedera e storico volontario

Ascareggi aveva guidato per oltre trent’anni il ristorante famoso per i panzerotti: «Ma era anche il mago della paella»

PONTEDERA. Per oltre trent’anni il suo ristorante è stato un punto di riferimento per tutta la Valdera. E anche dopo aver ceduto l’attività, non ha mai lasciato i fornelli, continuando a cucinare per gli amici e per solidarietà. Nadio Ascareggi, storico titolare delle “Tre Campane” in via Vecchia di Treggiaia, è morto all’età di 78 anni, colpito da un infarto che non gli ha lasciato scampo, dopo che da alcuni mesi stava combattendo contro una malattia.

Per trentatré anni, fino al 2005, ha guidato insieme il ristorante (dove hanno lavorato anche i figli Daniela e Stefano) insieme alla moglie Linda, la “regina” dei panzerotti. Mentre lui era considerato il “mago” della paella, grazie ai segreti che gli erano stati rivelati dagli amici che frequentava durante i frequenti viaggi in Spagna, dove andava a caccia, una delle grandi passioni di un uomo «amante della vita e della pesca, rispettoso dell’ambiente e della natura. Chi lo ha conosciuto – sottolineano i familiari – ha potuto apprezzare la sua semplicità e disponibilità verso gli altri, il suo modo garbato di stare in compagnia».

Che per anni lo hanno spinto – sempre insieme alla moglie – dietro ai fornelli delle feste paesane a Forcoli, dove viveva: «Grazie a quelle cene – ricorda la figlia Daniela – la Misericordia si è potuta dotare di un ampio parco di mezzi per i soccorsi e i servizi sociali. Per babbo è stata una grande soddisfazione. Insieme a mamma guidava la cucina alla Nuova Primavera, sempre pronti a dedicare il loro tempo agli altri», dopo aver visto intere generazioni sedersi ai tavoli del suo ristorante: «Ha visto crescere tantissime persone. Che magari hanno festeggiato da noi la comunione, o addirittura il battesimo e poi sono tornate con la fidanzata, o per festeggiare il matrimonio. E anche questo aspetto lo riempiva d’orgoglio». Tra i tanti messaggi di cordoglio arrivati in queste ore alla famiglia, anche quello della Misericordia paesana «per un grandissimo volontario, sempre disponibile e attivo per l’organizzazione delle cene e della Festa di Mezz’Agosto. Il vuoto che lascia la sua perdita è incolmabile».

Pubblicato su Il Tirreno