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La figlia di Claudia era in casa quando il compagno ha ucciso la donna

La Procura di Prato è convinta che la bambina di 2 anni fosse nell'abitazione della Briglia al momento dell'omicidio. Dormiva nella sua cameretta mentre i genitori si affrontavano a colpi di coltello. Tra i due c'è stata una colluttazione, poi il padre ha svegliato la bambina e l'ha portata dai nonni prima di togliersi la vita

PRATO. La figlia di 2 anni di Leonardo Santini e Claudia Corrieri era in casa quando l'uomo ha ucciso la compagna a coltellate e forse colpi di martello nell'abitazione di via Spartaco Lavagnini, alla Briglia di Vaiano, giovedì 17 settembre, prima di togliersi la vita gettandosi dal ponte sospeso sul torrente Lima, a San Marcello Pistoiese. Ne sono convinti i magistrati della Procura di Prato e i carabinieri che nell'ultima settimana hanno cercato di ricostruire la dinamica dell'omicidio-suicidio, un fascicolo che sarà inevitabilmente archiviato per "morte del reo" ma che comunque ha lo scopo di accertare come sono andati i fatti.

Ne sono convinti, il sostituto procuratore Carolina Dini e il procuratore Giuseppe Nicolosi, sulla base di alcuni elementi acquisiti in questi sei giorni di indagine, tra cui le immagini di una telecamera piazzata sulla strada regionale 325 in cui si vede passare per una sola volta l'auto di Santini diretta verso la provincia di Pistoia.

Secondo questa nuova ricostruzione, molto diversa da quella emersa subito dopo la tragedia, Leonardo Santini, 50 anni, che aveva iniziato a convivere con Claudia, 38 anni, dopo la scoperta che la donna era incinta, avrebbe avuto una furiosa lite con la compagna prima di accompagnare la bambina dai nonni materni. Forse all'alba, forse addirittura di notte, quando la bambina dormiva in un'altra stanza. Gli inquirenti sono abbastanza sicuri che la piccola non abbia visto o sentito niente. Lei dormiva nella sua cameretta mentre i suoi genitori si affrontavano a colpi di coltello o di forbici, poi forse anche di martello. Dall'esame dei corpi sembrerebbe infatti che ci sia stata una violenta colluttazione. Leonardo Santini presenta alcune ferite da taglio su una mano e su un braccio mentre la compagna, oltre alle ferite da arma da taglio (letale quella alla gola) ha i segni di un corpo contundente (forse un martello) sulla testa. Una scena che per fortuna è stata risparmiata alla bambina.

Una volta finito tutto con la morte di Claudia, Leonardo Santini avrebbe dunque avuto il tempo di ripulirsi e di scrivere il biglietto trovato dai carabinieri nell'abitazione, dove accenna al suo timore che la compagna gli portasse via la bambina dopo la probabile e imminente separazione. Poi avrebbe svegliato la piccola, forse inventando una scusa per giustificare l'assenza della madre, e l'avrebbe portata dai nonni, prima di mettersi al volante per l'ultima volta, diretto al ponte sospeso. Se le cose sono andate davvero così, quando Santini si è presentato a casa dei genitori per lasciare la bambina aveva già una profonda ferita su una mano e tagli all'avambraccio, ma la madre dell'uomo, sentita dai carabinieri, non ricorda di aver visto ferite. Dunque il figlio potrebbe averle nascoste tenendo la mano in tasca o evitando di avvicinarsi all'abitazione dei suoi, ma queste al momento sono soltanto deduzioni. Nell'auto lasciata dall'uomo vicino al ponte sospeso di San Marcello i carabinieri di Pistoia hanno trovato diversi fazzoletti di carta sporchi di sangue, coi quali Santini aveva tentato di tamponarsi le ferite.

I funerali di Claudia Corrieri saranno celebrati domani, 24 settembre, alle 15,30 nella chiesa di San Pietro a Iolo. La salma è stata trasferita alle Cappelle del commiato della Misericordia in via Convenevole.

Pubblicato su Il Tirreno