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Addio a Alberto Verugi, una vita da protagonista nello sviluppo del porto

Livorno: a dicembre avrebbe compiuto 90 anni. Muore uno dei protagonisti dello sviluppo del porto nella trincea degli spedizionieri internazionali. Alle ore 16 i funerali

LIVORNO. Avrebbe raggiunto a dicembre il traguardo dei novant’anni ma il cuore di Alberto Verugi si è fermato prima. Era stato fra i protagonisti dello sviluppo del porto di Livorno nella trincea degli spedizionieri internazionali nel periodo di Italo Piccini insieme alle grandi dinastie imprenditoriali dei Fremura, dei Neri, dei D’Alesio e dei Laviosa.

Era stato al timone della Spedimar dal 2001 per sei anni ma figurava nel consiglio direttivo fin dagli anni del presidente Pucciani. Era stato anche negli organismi dell’Authority e e nelle rappresentanze nazionali Fedespedi di categoria.

Del resto, era dall’inizio degli anni ’50 che lavorava sul fronte delle spedizioni: aveva iniziato come impiegato alla Arnao & Pesci salendo i gradini della carriera interna fino a rilevare l’azienda insieme ad altri soci. Poi aveva fondato la Tirreno Shipping, quindi era entrato nella Perrisped e creato la Livologistics.

«La sua virtù era una concretezza pragmatica e la voglia di sprovincializzare Livorno aprendola all’internazionalizzazione», racconta Giorgio Zingoni, per lunghi anni segretario generale della Spedimar. «Aveva puntato a riportare la pace all’interno della comunità portuale: in quegli anni abbiamo dato vita in Spedimar ai corsi di cinese così da consentire la formazione di addetti che sarebbero stati inviati in Estremo Oriente per aprire nuove filiali. Grazie alla collaborazione con Asamar e con la Camera di Commercio, ma anche con la Regione e con le istituzioni cittadine si era arrivati a un accordo con alcune istituzioni cinesi, al quale farà seguito l’attenzione verso la Tunisia e verso la Thailandia. Diceva sempre che bisognava aprirsi al confronto con quel che stava maturando nei porti che stavano correndo più veloce di noi».

Alberto Verugi lascia i figli Maurizio e Sandra che hanno dsto continuità all’attività di famiglia. Fino al pomeriggio di mercoeldì 12 la salma è alla camera mortuaria dell’ospedale: alle 15,30 sarà trasportata alla chiesa del Rosario (via Mangini) dove alle ore 16 si terrà il rito funebre, poi seguendo le indicazioni del defunto il corpo sarà cremato. Infine verrà tumulato nel cimitero della Purificazione.

In un suo intervento sul Tirreno da presidente degli spedizionieri nel 2006 aveva sottolineato sì l’importanza di avere una visione di ampio respiro («e una vista lunga per interpretare dove va il mondo») ma tenendo presente anche il rischio che «a forza di guardare solo lontano» si possa finire per darsi la zappa sui piedi: «Bisogna imparare a fare programmi anche a breve scadenza. Come? Contando sui fondali che abbiamo, sulle infrastrutture che abbiamo, sulle banchine che abbiamo». —

 

Pubblicato su Il Tirreno