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Si sente male in montagna e muore a 79 anni per infarto

L’uomo stava percorrendo un sentiero, accompagnatore del gruppo senior Cai. Una coppia di 60enni si è dispersa sul Monte Antona. Recuperati grazie al Sast

MONTIGNOSO. Una brutta giornata sulle alpi Apuane, con purtroppo una vittima. Si tratta di un uomo di Carrara, Francesco Capitani di 79 anni, colpito da un infarto mentre stava percorrendo un sentiero alla pendici del monte Corchia. Per l’uomo non era il primo caso di malore cardiovascolare, ma purtroppo questo gli è stato fatale. Non è stato comunque l’unico intervento per il quale ieri mattina sono stati attivati i tecnici del soccorso alpino.

Il primo intervento, la cui attivazione è arrivata dal 118 attorno alle dieci di mattina, ha interessato appunto il trekker che si trovava sulle pendici del Monte Carchio.

L’uomo escursionista esperto, accompagnatore del grupo seniores del Cai di Carrara si trovava con un gruppo quando è stato colpito da un malore.

Nonostante l’intervento sia stato rapido, raggiungendo abbastanza in fretta il punto segnalato da chi aveva chiamato i soccorsi, l’uomo purtroppo non ce l’ha fatta .

La squadra di tecnici ha raggiunto il punto in cui si trovava l’uomo e, una volta sul posto il medico non ha potuto che constatarne il decesso. Inutile ogni tentativo di rianimarlo.

Da lì è stato trasportato tramite barella lecchese fino al punto dove l’Elisoccorso Pegaso 3, attivato contestualmente alla chiamata, ha potuto effettuare il recupero tramite verricello.

La calma però non è durata molto per i soccorritori. La seconda chiamata è arrivata poco dopo, sempre da parte del 118, per una coppia di escursionisti (sessanta anni circa, di Quarrata) dispersi in località Campareccia, sul Monte Antona.

I due erano partiti dal Rifugio Città di Massa, addentrandosi poi nel bosco, ma ad un certo punto hanno perso il sentiero ritrovandosi sopra le pareti rocciose, non riuscendo ad orientarsi hanno dato l’allarme.

La squadra del Soccorso Alpino è riuscita a rintracciare rapidamente i due grazie alle indicazioni geografiche precise date da quest’ultimi.

La coppia è stata poi raggiunta e, una volta constatato che si trovavano in buono stato di salute, sono stati accompagnati fino al Rifugio da dove erano partiti.

 

Pubblicato su Il Tirreno