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Scooterista morto sull’A12: autopsia per capire la dinamica

In sella ad uno scooter, un Honda 150, è caduto sulla corsia chiusa al traffico. Fra le ipotesi della Procura, l’urto con un’auto pirata e il cantiere mal segnalato

VIAREGGIO. La procura di Lucca ha aperto un’indagine sulla morte di Sauro Mini, l’uomo di 71 anni che venerdì 7 agosto ha perso la vita sull’autostrada A12, a 200 metri dal casello di Viareggio. Il decesso è stato quasi certamente causato dall’impatto dovuto alla caduta che il centauro ha fatto con lo scooter che guidava, un Honda 150 che è sbalzato fuori dalla carreggiata sul ciglio della scarpata.

Sul corpo di Mini, residente di Livorno, sarà eseguita però l’autopsia, sia per capire a che ora è avvenuta la morte – infatti il cadavere a terra è stato notato diverse ore dopo, sulla corsia autostradale da giorni chiusa per il cantiere di lavoro – sia per accertare che il centauro non abbia avuto un malore. Quest’ultima è infatti una delle ipotesi che la polizia non esclude. Anche se la dinamica più probabile è che Mini sia entrato per sbaglio nella corsia oggetto di lavori di manutenzione (la sostituzione del guard rail)andando ad impattare o direttamente a terra o contro qualcosa.

Muore a 71 anni dopo lo schianto in scooter sull’A12 al casello di Viareggio

Il fatto, su cui ci sono ancora molti aspetti da chiarire, è avvenuto poco prima del casello autostradale di Viareggio. Mini stava percorrendo la A12 in direzione Genova. Lo scooter è uscito di strada nei pressi del ponte di via Migliarina (la strada che si collega a via della Sassaia in zona Migliarina). Lì sotto ci sono ci sono i terreni di alcune attività agricole e a notare il mezzo fuori dalla carreggiata e poi il corpo dell’uomo è stato infatti il titolare di una di queste aziende: ha avvisato i soccorsi alle 19, ma ha anche ipotizzato che lo scooter fosse lì già dalla mattina; inizialmente non aveva ipotizzato quello che poi è stato scoperto.

Un altro elemento che la procura di Lucca potrebbe aver preso sotto esame è il cantiere di lavoro sull’autostrada A12, la Genova Livorno: in particolare se l’area oggetto di intervento fosse stata segnalata adeguatamente, e perché Mini sia riuscito ad entrarci con lo scooter con facilità. A quel punto forse o ha perso il controllo dell’Honda andando a sbattere in qualche attrezzatura o è caduto per fare manovra e tornare indietro.

Il Tirreno ha parlato con la cugina Mara Gufoni Mini. «Era una persona perbene – ha detto –. Una bravissima persona, come tutta la sua famiglia». Sauro non aveva figli, e viveva con la madre anziana, Perla Mantovani. A Livorno abitava nel quartiere Scopaia, ed era un pensionato. —

 

Pubblicato su Il Tirreno