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Muore a 17 anni di un malore dopo un incidente: i genitori fanno denuncia

Alice nei giorni scorsi aveva avuto un incidente. I familiari presentano un esposto in procura per fare luce sull’accaduto: «Era splendida, il sole della nostra vita»

LIVORNO. «Era splendida, il nostro sole». Quei riccioli biondi e il suo sorriso raccontano la grande voglia che aveva di vivere, purtroppo spezzata da un malore improvviso che l’ha portata via dai suoi genitori, dal compagno della madre con cui viveva da quando aveva appena quattro anni e mezzo, e dai tantissimi amici sparsi per tutta la città.

Tragedia in via di Salviano, dove a soli 17 anni ha perso la vita Alice La Rosa, ex alunna delle scuole medie Mazzini e grande appassionata di musica, «che ascoltava continuamente», racconta una sua amica d’infanzia.

Il dramma è avvenuto domenica sera nell’abitazione di famiglia, in via di Salviano. La ragazza – secondo quanto appreso – sarebbe stata accompagnata da un’ambulanza al pronto soccorso ed è morta una volta arrivata in ospedale. Per lei purtroppo non ci sarebbe stato niente da fare. «Era il sole della nostra vita, tutta la nostra vita – raccontano in lacrime la mamma Katiuscia Lombardini e il suo compagno, l’imprenditore edile Massimo Galvagno – Solare e tranquilla: una bimba speciale». La notizia della sua scomparsa, nel quartiere livornese, si è sparsa rapidamente. Gettando nel più profondo sconforto tutti gli amici e i conoscenti di lei e dei suoi amati genitori. Alice lascia oltre alla madre e al suo compagno di vita – «È cresciuta qui, è come se fosse stata mia figlia», dice Galvagno ovviamente distrutto dall’immane perdita – il padre Luciano La Rosa, separato da tempo dalla mamma ma sempre in contatto con la sua amata figlia, e un fratello più grande, Jari La Rosa, che ultimamente si era trasferito in un’altra zona della città, non abitando più con la sorella.

Sul caso è stato aperto un fascicolo in procura, dopo la denuncia presentata dalla mamma di Alice. Nei giorni scorsi, infatti, secondo quanto spiegato nell’esposto al vaglio della magistratura la diciassettenne – che a novembre avrebbe festeggiato 18 anni, diventando maggiorenne – sarebbe stata vittima di un incidente stradale in scooter. Avrebbe fatto tutto da sola, cadendo dal motorino, e procurandosi la frattura del gomito sinistro e una contusione allo stomaco, area del corpo dove comprensibilmente lamentava dei dolori.

Proprio ieri mattina, stando a quanto emerso, sarebbe stata in programma una visita medica per valutare se posizionare un gesso o un’altra protezione al braccio ferito, comunque controllato dal personale sanitario in un primo momento, dopo quanto accaduto. È per questo che la mamma ha presentato una denuncia in procura: vuole capire se vi sia stato un eventuale nesso causale fra l’incidente e la morte improvvisa avvenuta, con ogni probabilità, a causa di un malore improvviso. La caduta dal mezzo a due ruote – si chiede la famiglia – ha giocato un ruolo nella sua morte? E se è così, si poteva evitare la tragedia?

Tutti interrogativi che dovranno essere chiariti meglio dalle eventuali indagini della procura labronica: è per questo motivo che la salma della giovane, almeno fino a ieri sera, restava a disposizione dell’autorità giudiziaria nella camera mortuaria dell’ospedale, in viale Vittorio Alfieri, con i genitori che al momento non sanno ovviamente quando gli verrà restituita e quindi non possono ancora fissare la data e l’ora del funerale, a cui parteciperanno tantissimi livornesi, visto che la ragazza a Salviano (ma non solo nel quartiere dove abitava con la mamma e il suo compagno) era conosciutissima. «Alice rideva sempre, era veramente una bimba solare – a parlare, distrutta dal dolore, è la mamma Katiuscia Lombardini – Era il solo, il nostro sole».

Un dolore immane per la donna, per il padre Luciano La Rosa e per il compagno di Katiuscia, l’imprenditore edile Massimo Galvagno che l’ha vista crescere nella sua casa da quando la piccola aveva quattro anni e mezzo. «È come se fosse mia figlia – racconta – era bellissima. È un dolore immenso». 

 

Pubblicato su Il Tirreno