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Addio a Giulia, guerriera dagli occhi magici «Anima splendida in un corpo martoriato»

La giovane avrebbe festeggiato 21 anni a ottobre, fin dalla nascita combatteva contro una grave forma di disabilità. Il dolore dei genitori: «Ci ha insegnato a vivere, sarà sempre con noi, i suoi occhi ci illumineranno ancora la vita»

LIVORNO. Più forte. Sempre. Più forte. Di tutto. Del destino, delle malattie, degli interventi. Più forte anche della tristezza. Perché oggi sua mamma sorride. Le lacrime hanno presto lasciato spazio al ricordo felice degli occhi. Quelli della sua bimba.

«Lei parlava così. Lei sorrideva con lo sguardo. Era la nostra forza», ricorda Barbara Pietrusewicz. Origini polacche, una vita costruita e vissuta a Livorno. Dall’ottobre del 1999, costantemente al fianco della sua bambina.

Giulia Lavoratori, 21 anni da compiere, è morta giovedì nel letto di casa sua. «Stava riposando, poi mio marito è passato a controllarla in camera, come al solito. E ci siamo accorti che il momento era arrivato». Giulia soffriva di una grave forma di disabilità. Dal primo giorno della sua vita. Da quando ha cominciato a sorprendere tutti. A partire dai medici. «La davano tutti per spacciata – ricorda ancora la mamma –, ma lei ha sempre lottato, ed è riuscita a vivere vent’anni inondandoci d’amore. Ha combattuto contro una serie infinita di ostacoli».

L’ultima grande vittoria di Giulia era arrivata lo scorso anno. Le era stata diagnosticata la polmonite. «Anche i medici non credevano che il suo corpo potesse reggere il colpo. Sembrava a un passo dalla morte. E invece ha vinto lei. Anche quella volta», ricorda Barbara. Fiera di sua figlia. Col cuore di mamma gonfio di dolore. Giulia era una guerriera, abituata a stupire tutti con la sua forza di volontà. Un uragano silenzioso che sprigionava voglia di vivere. Una ragazza speciale. E una sorella straordinaria per Marta, 8 anni, e Davide, 14.

«Loro passavano molto tempo con lei – dice ancora mamma Barbara – e le stavano vicino, ci parlavano. Giulia non poteva rispondere, ma faceva parlare i suoi occhi. Era il suo modo di esprimersi. Il suo unico mezzo per comunicare col mondo».

Alberto stringe sua moglie. La abbraccia. Ripensano ai viaggi negli ospedali, alle lunghe chiacchierate coi medici, a quei capelli neri che incorniciavano il sorriso della loro Giulia. «Ci dà un po sollievo il pensiero che le sue sofferenze, ora – dice Barbara – sono finite per sempre. Giulia non ha avuto una vita come gli altri ragazzi. Lei è arrivata a 20 anni ribaltando tutte le previsioni. Ha fatto la guerra col destino, ci ha insegnato a vivere».

Il sonno come un’autostrada verso il cielo. Perché è sognando che Giulia ha salutato la vita. Così, con la sua aria dolce e rilassata. Nonostante tutto. Mamma e babbo trattengono il dolore. E lo fanno soprattutto per Marta e Davide. «Avevano capito la situazione, sapevano che per Giulia ogni giorno era una vittoria. Credo – spiega la mamma – che si fossero già preparati a questo momento. Tutti sapevamo che sarebbe arrivato, e tutti speravamo che arrivasse il più tardi possibile». La storia di Barbara è l’inno dell’amore. Del sacrificio. Dell’impegno e del coraggio.

«Ho provato a lavorare, anche per poche ore, ma ogni volta mi sono accorta che toglievo tempo a mia figlia. E lei non poteva stare senza di me. Allora- continua la donna - ho deciso di stare a casa. Con lei. Non sapevo quanto tempo avrei potuto abbracciarla ancora. Me la sono voluta godere fino all’ultimo. Solo una mamma può capire. Giulia aveva un’anima splendente in un corpo martoriato».

Mamma Barbara si sfoga, si racconta, si apre, spalanca le porte a quegli anni vissuti nella speranza di svegliarsi e poter guardare per un altro giorno gli occhi splendenti della sua bambina. Babbo Alberto, invece, fatica a trovare le parole. «Per raccontare tutto quello che abbiamo passato in questi anni non basterebbe un libro. Siamo stati accanto a Giulia per farle vivere ogni minuto al massimo, per tenerla con noi. Ora non c’è più. Per noi è un giorno triste. Ovunque sia andata, spero che sia felice, e che non perda il suo straordinario dono di regalare gioia e forze a chiunque le stia attorno». La famiglia ha scelto di celebrare la funzione pubblica, per dare l’ultimo saluto alla figlia. Il funerale si svolgerà oggi alle 15.45 al cimitero dei Lupi. Alle 16.30, poi, la cremazione della salma. «Giulia sarà sempre parte della nostra famiglia - conclude la mamma -, e i suoi occhi ci illumineranno la vita per sempre». —

 

Pubblicato su Il Tirreno