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Muore a 17 anni, il doppio dramma del Nuoto Livorno: «Anche la ragazza arrestata per l'incidente è stata dei nostri»

Livorno, la ventiduenne che ha provocato l'incidente mortale era un’atleta della società come Andrea Matteucci: «In vasca si sono incrociati anche se lei ha cinque anni in più»

LIVORNO. «Io ho saputo prima della ragazza coinvolta dell’incidente, nostra ex nuotatrice, poi che era morto Andrea Matteucci. Non ci sono parole: lui è cresciuto con noi, lei invece ha partecipato a diverse gare per i nostri colori in passato. In vasca si sono anche incrociati, sebbene fra loro ci fossero cinque anni di differenza. È una tragedia immane per tutti noi, non ci sono parole. Ho preferito non dire niente ai miei ragazzi, ma dai loro occhi ho capito tutto fin dalla ripresa degli allenamenti, due giorni dopo la tragedia. Stiamo vivendo un dramma più grosso di noi».

A parlare è Stefano Franceschi, il presidente del Nuoto Livorno. Proprio dalle piscine labroniche sono passati Andrea Matteucci (il ragazzo di 17 anni morto nel tragico incidente in scooter all’incrocio fra via dei Pensieri e via Machiavelli) e la ventiduenne alla guida dell’auto arrestata in flagranza di reato dalla polizia municipale con l’accusa di omicidio stradale aggravato dalla guida sotto l’influenza dell’alco, visto che è risultata positiva all’alcol test con un tasso compreso fra 0,80 e 1,5 grammi per litro. Entrambi hanno nuotato per anni a livello agonistico, vincendo medaglie e trofei. E sebbene appartenessero a categorie diverse (mentre lei era juniores, lui era fra gli esordienti A) in vasca si sono sicuramente incrociati e magari anche scambiati qualche parola.

Il destino crudele li ha poi coinvolti nello stesso drammatico incidente. «Due famiglie distrutte – spiega Franceschi – quella di Andrea dalla perdita di un figlio così giovane, l’altra dal dramma dell’accaduto. Sono entrambe rovinate per sempre. Io le conosco benissimo, mi viene da piangere. È un dolore che io e i miei ragazzi ci porteremo dentro per sempre».

Franceschi – oltre ad aver allenato per anni proprio Matteucci, che aveva abbandonato l’attività agonistica tre anni fa per poi dedicarsi all’atletica leggera – è molto amico di sua madre, Simona Lombardi, che da giovane era una bravissima nuotatrice. «Ci conosciamo bene – dice il presidente del Nuoto Livorno – perché nuotavamo insieme. Andrea lo ricordo come un ragazzo molto più maturo dei “bimbi” della sua età, brillante, intelligente, oltre che prestante fisicamente. Era un ragazzone, di una categoria superiore agli altri, naturalmente senza togliere niente a nessun altro. Davvero. Una persona eccezionale. Lui e la ragazza coinvolta nell’incidente hanno fatto parte a lungo della nostra famiglia». —

S.T..

Pubblicato su Il Tirreno