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È morto il “padre” della Città Giardino

Addio all’ingegner Valdemaro Barbetta: fra i suoi (discussi) progetti anche la realizzazione della Lagomare

VIAREGGIO. È morto nell’attico del suo appartamento al quartiere Diaz a Città Giardino l'ingegnere Valdemaro Barbetta. Aveva 97 anni. Fiorentino di nascita, si era poi trasferito nella nostra città dove ha caratterizzato - nel bene e nel male - la politica urbanistica della città, firmando alcune delle operazioni più importanti (e controverse) di Viareggio: dalla costruzione di Città Giardino alla Lagomare .

Valdemaro Barbetta si laurea in Ingegneria Civile a Bologna e nel 1951 vince il concorso della progettazione per la realizzazione della Città Giardino. Tra le tante opere progettate in Italia aggiunge anche quella della realizzazione nel 1960 del complesso Lago-Mare a Torre del Lago.

La moglie Anna Rosa Taddei è stata proprietaria dello stabilimento balneare Fortunato a Torre del Lago (che nel frattempo è passato di mano) dove progettò una piscina da 25 metri.

Era il 25 novembre 1951 quando la giunta comunale approvò il progetto di massima presentato dall'ingegnere Barbetta: all'epoca c'era la convinzione che la lottizzazione di un’area pressoché incontaminata avrebbe dato notevole sviluppo alla zona secondo l'equivalenza, allora imperante, costruzione uguale sviluppo. Contemporaneamente si manifestava la paura, derivante da un radicato carattere campanilistico, della migrazione del progetto verso altri lidi costieri, infine si cercò di affrontare la questione sociale credendo di porre rimedio alla disoccupazione. Del progetto iniziale furono fatte in corsa delle varianti dopo dibattiti e vivaci sedute consiliari. Tuttavia il piano per la futura Città Giardino venne approvato dal consiglio comunale che nella seduta del 16 dicembre 1951 introdusse sostanziali novità. Fra le opere pubbliche da realizzarsi fu inserito il «campo sportivo sui terreno comunale», mentre venivano stralciate le opere di urbanizzazione che sarebbero state eseguite dall'impresa e pagate in 10 anni dal Comune. Secondariamente nel contratto s'introdusse la clausola riguardante l'assunzione di manodopera locale: l'impresa si doveva impegnare ad impiegare maestranze per una media di 50.000 giornate lavorative annue.

Il nome di Valdemaro Barbetta viene legato anche come detto alla realizzazione del complesso della Lago Mare nel cuore del parco nella pineta. Progetti come quello di Città Giardino che per quell'epoca sono risultati per diverse persone anche avanti con i tempi alimentando discussioni con pareri contrastanti. Alla Lago Mare c'è anche una cappella in legno, che è stata costruita nel 1973, dopo che era stata resa inagibile nel 2010, per tre anni, per i danni che il tempo aveva accumulato. Grazie all'interessamento dei parroci don Fosco e don Graziani e di un gruppo di volontari, che hanno preso il nome di "Amici della chiesina" è stato possibile ristrutturarla. L'ingegnere la inserì nel complesso per espressa volontà della madre Anna (per cui fu dedicata a Sant'Anna), successivamente la Cappella e il lotto di terreno dove si trova furono donati alla parrocchia di San Giuseppe a Torre del Lago. Oltre la moglie Anna Rosa Taddei, lascia le figlie Laura, Serena, Eugenia.

Il funerale, a cura della Misericordia di Viareggio, è fissato per oggi alle 16 presso la chiesa di Don Bosco al quartiere Marco Polo.

 

Pubblicato su Il Tirreno