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Addio Claudio, presidente de “La Livornina”. Il ricordo: «Persona stupenda, ci mancherà»

Livorno: De Simoni è morto a 69 anni. Ex operaio della Cmf e attivista sindacale e politico, lascia la moglie Patrizia, i figli Luca e Silvia e tre nipoti 

LIVORNO. Ci ha lasciato ieri mattina Claudio De Simoni, il fondatore e presidente dell’associazione culturale “La Livornina”: non aveva ancora settant’anni (li avrebbe compiuti il 21 dicembre) e ha dovuto arrendersi alla malattia contro la quale ha combattuto coraggiosamente sino all’ultimo, senza mai perdersi d’animo e pensando sempre con infaticabile passione a nuove iniziative da realizzare.

Con la voce rotta dalla commozione lo ricorda così Daniela Barbolani, vicepresidente della stessa associazione labronica: «Ci siamo parlati per telefono pochi giorni fa e aveva ancora la forza di occuparsi della “Livornina” per risolvere il problema della sede scrivendo una mail al sindaco. D’altronde al primo posto per lui metteva sicuramente la famiglia, ma subito dopo c’era “La Livornina”. Era una persona stupenda e mancherà a tutti noi».

Attualmente in pensione, De Simoni inizia la sua carriera lavorativa nel 1968 come operaio nell’officina metalmeccanica “Biagi & Barsella” di Guasticce (nel comune di Collesalvetti) per poi passare alla Cmf (Costruzioni metalliche Finsider) occupandosi, ad esempio, dei collaudi del ponte sul Bosforo e del ponte strallato all’Indiano di Firenze. Dal 1982 al 2008 è quindi socio della Compagnia lavoratori portuali di Livorno, dedicandosi nel frattempo all’attività sindacale e politica. È stato, fra l’altro, dal 1990 al 1996, segretario politico della sezione Pds “La Rosa” e primo fra gli eletti alle elezioni circoscrizionali. Ma è alla metà degli anni ’90 che De Simoni imprime una decisa svolta al suo impegno sociale e culturale dando vita al Gruppo folcloristico “La Livornina” che nel 1998 assume la configurazione di “Associazione di promozione sociale”, mentre è del 2006 l’attribuzione di Corteo storico del Comune di Livorno.

Da un quarto di secolo è stato quindi tutto un susseguirsi di eventi in cui i numerosi figuranti della Livornina hanno vestito di volta in volta i panni di epoca medicea, settecenteschi ed ottocenteschi, compresa la vicenda risorgimentale, per arrivare alla Belle Epoque realizzando persino la replica fedele delle uniformi di Francesco Mimbelli e di Federico Caprilli. Una manifestazione di cui De Simoni andava molto fiero è stata, in particolare, la rievocazione per la Festa della Toscana quando il 26 novembre 2006 in via Grande sfilarono ben 3.900 figuranti provenienti da tutta la regione.

Ma i figuranti della Livornina li abbiamo visti nelle occasioni più diverse: dalla festa di Santa Giulia al “Palio dell’antenna”, oltre alla rievocazione di Livorno elevata il 19 marzo 1606 al rango di città con l’attribuzione del “Capperuccio” a Bernadetto Borromei, primo gonfaloniere togato. Purtroppo quest’anno il corposo programma di eventi presentato nel gennaio scorso è stato praticamente azzerato dal coronavirus, ma nel frattempo De Simoni non aveva certo mollato la presa a partire dalla petizione consegnata al sindaco per la ricollocazione e valorizzazione a scopi turistici dei sei cannoni settecenteschi di produzione francese attualmente situati nell’area del Cantiere Benetti, un progetto a cui il fondatore della Livornina teneva moltissimo. Claudio De Simoni lascia la moglie Patrizia Bianchi, i figli Luca e Silvia e tre nipoti, Tristan, Tiziano e Carolina, pure loro partecipanti al Corteo storico della Livornina. Il funerale verrà celebrato oggi pomeriggio, alle 16, nella chiesa di San Benedetto, in piazza XX Settembre, in centro. Qui i tanti amici che hanno avuto la fortuna di conoscerlo potranno salutarlo.

Pubblicato su Il Tirreno