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Tre morti nell'incidente: Marco, fresco sposo, era un amante delle due ruote

Lencioni lavorava nell’ortofrutta di famiglia e si occupava dei mercati. Gli amici: «Un ragazzo estroverso e spensierato»

CAPANNORI. Si era sposato da pochi mesi, Marco Lencioni, il 38enne di Segromigno in Piano che era alla guida della Bmw che ha impattato lo scooter su cui viaggiavano i due diciassettenni. I familiari di Lencioni sono stati tra i primi ad arrivare sul luogo dell’incidente: la madre Liviana Biagini, 70 anni, disperata, viene sorretta dai parenti di fronte a quei corpi riversi sull’asfalto. La famiglia è molto conosciuta nella Piana perché gestisce l’ortofrutta Bottega Lencioni sulla Pesciatina. Marco lavorava nell’azienda di famiglia, si occupava di fare i mercati. «Era un gran lavoratore – ricorda un capannorese suo coetaneo – Ci incontravano in giro, a prendere il caffè al bar o d’estate alle sagre e Marco era sempre sorridente e con la battuta pronta. Era un appassionato di moto, in passato aveva fatto anche delle gare a livello regionale. Ultimamente aveva preso passione per la bicicletta. Un destino tragico il suo, che lo accomuna a un altro ragazzo di Zone della nostra generazione: Andrea Tori, morto nell’agosto del 2007 dopo un incidente in moto».

Sconvolto è Matteo Gialdini, amico di Lencioni. « Non riesco a crederci. È una tragedia senza parole: con Marco ci conoscevamo dai tempi dell’adolescenza, abbiamo fatto tanti giri insieme, divertendoci e scherzando - racconta con la voce rotta dalla disperazione - Era un ragazzo estroverso e spensierato, felice dopo che si era sposato da poco, con tanta voglia di vivere. Di moto sapeva tutto e ora aveva amava anche la bicicletta. Andava spesso a fare delle belle girate o anche gare competitive. Pochi mesi fa Lencioni si era sposato con Chiara Vellutini, titolare con la famiglia del calzaturificio Sab Shoes a Segromigno. Oltre alla moglie e alla madre Liviana, lascia la sorella Silvia, 45 anni. Il padre Mario è morto alcuni anni fa. Francesca Spata lavora al bar Buralli che si trova davanti alla scena dell’incidente. «Ho sentito un fragore incredibile, un rumore che rimbombava e cresceva sempre più forte – racconta la barista e moglie del titolare – sono uscita fuori e ho visto pezzi che volavano da tutte le parti e una persona per terra che non si muoveva più». Sul posto si è presentato il medico legale Stefano Pierotti, incaricato dal sostituto procuratore Enrico Corucci. L’esame esterno è stato effettuato all’ex Campo di Marte e le salme sono state restituite alle famiglie. —

 

Pubblicato su Il Tirreno