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È morto Giovanni Casini, “il presidente”. Per 35 anni era stato alla guida di Ascom

Dal 1957 al 2008 dietro al bancone della boutique Lilli, aveva ricoperto anche il ruolo di vertice di Confcommercio Toscana 

GROSSETO. È stato “il presidente” per antonomasia, un mandato lungo ben 35 anni. Giovanni Casini tra il 1972 e il 2007 è stato ufficialmente il volto, la voce, la mente – e anche il braccio, quando è servito – dell’Ascom Confcommercio, che ha guidato con decisione e con consenso più che diffuso attraverso gli anni in cui il settore commercio ha reclamato - e ha finito per ottenere - un ruolo nella “stanza dei bottoni”.

Casini è morto l’altra notte, nella sua abitazione. Il 24 ottobre avrebbe compiuto 90 anni. Un anno fa era stato colpito da un ictus che non lo aveva comunque privato della volontà e della capacità di agire e progettare. Era nato a Campi Bisenzio ma all’età di nove anni era arrivato con la famiglia (quattro fratelli) in Maremma, prima a Orbetello e quindi (dal 1949) a Grosseto. In quegli anni aveva fatto pratica da Lionello, nel negozio di abbigliamento da uomo e tessuti; poi, nel 1957, aveva aperto Lilli, la boutique lungo corso Carducci, un esercizio che aveva tenuto fino al 2008. Già nel 1998 il suo negozio era stato insignito dalla Camera di commercio con il riconoscimento “Fedeltà al lavoro e progresso economico”. E anche dalla boutique, anche da quell’osservatorio sull’economia e sui costumi dei grossetani, aveva sviluppato le sue idee sul ruolo del commercio nella società. Era entrato poi nell’associazione e ne aveva assunto la guida, ottavo presidente, facendo sì che Ascom assumesse la veste di un corpo assolutamente inserito nella vita cittadina, scelta che era arrivata anche alla decisione condivisa – fine anni Ottanta – di promuovere la candidatura di commercianti alle elezioni amministrative, con qualsiasi partito avessero deciso di presentarsi. Per due mandati, nel 1993 e nel 1997, si era seduto lui stesso in consiglio comunale, eletto prima con Rinnovamento e poi con Forza Italia-Area Centro.

L’affermazione di Ascom nel mondo istituzionale cittadino aveva compreso anche la vicepresidenza della Camera di commercio: e questo ruolo era stato ricoperto da Casini, che era stato poi anche presidente del Coap, azienda speciale dell’ente di orientamento e aggiornamento professionale. E una volta lasciato il timone di Ascom nelle mani di Claudio Chiti, Giovanni era stato nominato presidente onorario e comunque cooptato nel consiglio direttivo dell’associazione. Un segno di stima e di affetto allo stesso tempo.

Numerosissimi, scorrendo indietro negli archivi del nostro giornale, i suoi interventi sui temi dell’economia in crisi e dell’occupazione in calo, sulla necessità di innovazione in tutti i settori, sull’inderogabilità di realizzare infrastrutture di collegamento. Turismo, cultura e sviluppo tra gli argomenti che gli erano cari. La comunicazione aveva iniziato a viaggiare verso l’esterno anche attraverso il periodico dell’associazione, la Tribuna economica della Maremma.

 

Per Confcommercio, Giovanni Casini aveva ricoperto anche l’incarico di presidente dell’Unione regionale Toscana. Dice commosso Marcello Romani, che per oltre quaranta anni è stato direttore dell’associazione: «C’era una stima reciproca, un’intesa perfetta, poi sfociata in amicizia vera e propria. Ci eravamo sentiti qualche tempo fa, dovevamo vederci». Romani-Casini un binomio inscindibile nella vita cittadina di fine millennio; ruoli, posizioni, battaglie che avevano necessariamente comportato il confronto e anche destato polemiche: «Giovanni ha sempre anteposto l’interesse degli altri al proprio. E non è mai stato condizionabile».

Casini era però anche uno sportivo: il tennis la sua disciplina di elezione; con il passare degli anni aveva però scoperto anche il windsurf e ne era diventato un grande appassionato. Il suo mare era quello di Principina, dove da tempo aveva acquistato una casa in cui amava trascorrere le vacanze. Più di recente, passava i periodi del nostro inverno in Sudafrica, insieme alla moglie Anna, morta cinque anni fa all’età di 74 anni. Giovanni lascia i figli Carolina, Carlo e Giovanni Maria. A loro è giunto il cordoglio di tutta la Confcommercio grossetana per una perdita davvero incolmabile. I funerali saranno celebrati oggi pomeriggio alle 16 al cimitero della Misericordia. —

 

Pubblicato su Il Tirreno