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È morto Billet, una vita alle casse di Burlamacco

Scomparso all’età di 94 anni, lascia moglie e due figli. Santini: «Un infaticabile uomo di numeri, tenuti tutti a memoria»

Viareggio piange Ceccardo Billet, deceduto all’età di 94 anni. «Un uomo che riuniva in sé eleganza, disponibilità e ineguagliabile simpatia. Una figura carismatica di grande spessore, che lascia un vuoto incolmabile», lo ricorda così Letizia Capponi, sulla pagina Facebook del bagno “Vittoria” appartenente alla famiglia Billet così come la “Primula Rossa”. «Il Carnevale di Viareggio esprime il proprio cordoglio per la scomparsa dello storico responsabile della biglietteria della manifestazione », è la nota diffusa dalla Fondazione Carnevale: «Nella sua vita professionale, prima con il Comitato carnevale e poi con la Fondazione, Billet si è occupato della biglietteria sempre con competenza, professionalità, passione e dedizione».

A ricordare Ceccardo - che, abitante in via Ponchielli fu tra coloro che si salvarono la notte del disastro ferroviario di 11 anni fa - è Alessandro Santini, ex presidente della Fondazione: «Ceccardo ha vissuto tutto del nostro Carnevale: c’era lui alle casse al Royal quella domenica che il Corso fu annullato per neve e la gente si precipitò da lui furiosa pretendendo il rimborso e assalì i suoi uffici. Era lui che la sera, finiti i Corsi, incurante del pericolo di una rapina e conscio della grande responsabilità, portava l’incasso con sé per tenerlo al sicuro a casa. Erano i tempi delle persone con la “P” maiuscola che garantivano in proprio, facendo rischiare anche i patrimoni personali pur di riuscire nella realizzazione della manifestazione. Ceccardo era questo: il venditore di “santini” in giro per le parrocchie d’Italia, dalla fine del Carnevale all’autunno inoltrato, e poi l’infaticabile lavoratore alla biglietteria in Fondazione: uomo di numeri, tutti nella sua testa, che pochissimo usava la calcolatrice, che scriveva a matita su enormi fogli bianchi, che predisponeva le prenotazioni delle comitive e dei gruppi che venivano da tutto il mondo, che per anni predisponeva e preparava la parte amministrativa del Carnevale, ma che nemmeno vedeva i Corsi. Uomo di numeri, che si è dedicato per tutta la vita alla moglie, che ha amato visceralmente i fogli e nipoti, che ha voluto bene ai tanti amici. Ceccardo ha inciso nella mia vita più di quanto non si possa credere: è stato lui a farmi entrare in Fondazione come “portiere” ai cancelli di piazza Mazzini, fu lui a difendermi a tutti i costi quando il presidentissimo Elio Tofanelli mi voleva cacciare perché facevo notare un “problema” di gestione». —

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Pubblicato su Il Tirreno