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Cade da un'impalcatura: morto un operaio di 48 anni

L'incidente a Scandicci: l'uomo sarebbe caduto durante i lavori di rifacimento di una facciata. Lavorava per una ditta di San Miniato

FIRENZE. Un operaio di 48 anni è morto venerdì 22 maggio in un incidente sul lavoro avvenuto intorno alle 12 a Scandicci (Firenze). Secondo quanto appreso, per cause in corso di accertamento l'uomo sarebbe caduto da un'impalcatura durante i lavori di rifacimento della facciata di un condominio, in via Cilea. Sul posto sanitari del 118, personale della Asl, polizia municipale, carabinieri e personale dell'Humanitas e della Misericordia di Scandicci.

In base a quanto emerso, l'uomo, 48 anni, di origine albanese, sarebbe caduto da un'altezza di circa 18 metri mentre lavorava all'interno di un cantiere in un condominio. Secondo i primi accertamenti, condotti dalla polizia municipale di Scandicci, lavorava per una ditta di costruzioni con sede a San Miniato.

"Siamo toccati nel profondo come persone e come comunità, sconvolti e amareggiati di come ancora si possa morire di lavoro. Oggi è un giorno tristissimo per Scandicci", ha detto il sindaco Sandro Fallani, sindaco di Scandicci, commentando l'incidente sul lavoro.

“Siamo sconvolti e affranti per la notizia del gravissimo incidente mortale in un cantiere di Scandicci, in provincia di Firenze. A perdere la vita un operaio pisano di 48 anni, di origine albanese - dichiara Stefano Tesi, responsabile della Filca-Cisl di Firenze - nello stringerci attorno ai familiari, chiediamo che la magistratura faccia chiarezza quanto prima, e ribadiamo che nei cantieri, accanto all’emergenza sanitaria del Coronavirus, resta l’emergenza della sicurezza e della dignità dei lavoratori, da tutelare e difendere con ogni mezzo”. L

“Proprio qualche giorno fa - ricorda Tesi – è stata sottoscritta l’intesa regionale sulle linee guida per la costituzione dei Comitati Territoriali per la verifica dell’applicazione dei Protocolli anti Covid19 nei cantieri edili della Toscana. Un accordo importante, ma che non deve distogliere l’attenzione dai rischi del settore edile: la caduta dall’alto, in particolare, è la prima causa di morte nei cantieri."

"Questa tragedia sia un monito per tutti: bisogna intensificare i controlli, aumentare la formazione, introdurre nuovi strumenti, come la Patente a punti e il Durc per congruità, in modo da qualificare le imprese, premiare quelle virtuose, ridurre a zero il rischio di incidenti per i lavoratori. L’edilizia resta il settore in cui si verificano più incidenti: bisogna intervenire rapidamente e con decisione, per evitare nuovi drammi”, conclude Tesi.

Pubblicato su Il Tirreno