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Morta dopo l’incidente, perizia scagiona i medici di Cisanello

La consulenza disposta dalla Procura esclude responsabilità per i 46 sanitari indagati con l’accusa di omicidio colposo

PISA. Nessuna responsabilità medica tra i sanitari che seguirono una pensionata lucchese nelle varie fasi di un ricovero iniziato a Lucca il 17 luglio e concluso con il decesso della donna il 14 agosto del 2019 all’ospedale di Cisanello.

Lo ha scritto nella consulenza depositata in Procura il medico legale, Matteo Scopetti, incaricato dal sostituto procuratore Fabio Pelosi di valutare eventuali profili di imperizia o negligenza a carico del personale che ebbe in cura Gabriella Del Magro, 72 anni, spirata nell’agosto scorso per gli effetti di un trauma cranico devastante. Oltre al conducente del Fiat Doblò che la investì mentre la donna era in bici all’incrocio nei pressi dell’Esselunga a Tempagnano alle porte di Lucca, sono indagati per omicidio colposo in concorso 46 medici (20 a Pisa e 26 a Lucca). Un atto dovuto dopo l’apertura dell’inchiesta. Ora la consulenza nelle sue conclusioni esclude possibili scelte superficialità o valutazioni errate che possano aver contribuito o causato il decesso della paziente, conosciutissima a Lucca e sposata con Piero Franchi, noto assicuratore lucchese.

Quello che doveva essere fatto nei confronti di un caso che si presentava in tutta la sua gravità ai limiti del disperato è stato praticato dai medici lucchesi e pisani, è la tesi della perizia.Scrive il dottor Scopetti: «Nessuna perplessità valutativa è suscitata dalla scelta dell’indicazione neurochirurgica che, compatibilmente con le condizioni cliniche e radiologiche della paziente, venne adeguatamente posta all’occorrenza del risanguinamento. Nessuna eccezione può essere sollevata in merito alla possibilità di un intervento maggiormente precoce poiché il controllo della pressione endocranica e l’assenza di significativa deviazione delle strutture mediane giustificavano la scelta del monitoraggio intensivo».

L’operazione alla testa non avvenne, secondo il medico legale, con colpevole ritardo. I tempi erano corretti.«Sulla base delle considerazioni finora esposte e dunque possibile sostenere la conformità delle condotte sanitarie alle evidenze e alle buone pratiche accreditate dalla comunità scientifica - conclude -. In particolare, dalla valutazione complessiva della degenza della Del Magro nel presidio ospedaliero "San Luca" di Lucca e nell’Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana non emergono profili censurabili connotati da negligenza, imprudenza o imperizia. Pertanto è possibile affermare oltre ogni ragionevole dubbio la sussistenza di un rapporto causale diretto e ininterrotto tra l’evento traumatico del 17 luglio 2019 e il decesso avvenuto in data 14 agosto, non essendo rilevabili interferenze causali delle condotte sanitarie tenute nel corso dell’articolato percorso assistenziale».

Sulla base della consulenza il magistrato deciderà se chiedere l’archiviazione (opponibile dalle parti offese, ndr) o il rinvio a giudizio. -

Pubblicato su Il Tirreno