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Muore a 38 anni il “gigante buono”, salma sotto sequestro

Tommaso, ex combattente del Gioco del ponte e cresciuto a Livorno, è stato trovato cadavere al Living Campus di Leoben in Austria. Disposta l’autopsia

PISA. La città è stata svegliata da una triste notizia. Un amico del Gioco del Ponte, di 38 anni, cresciuto e Livorno e collaboratore di tante attività tra Pisa e la città labronica come addetto alla sicurezza, è morto in Austria dove lavorava da qualche tempo.

L’uomo, Tommaso Rovina, è stato ritrovato morto nel Living Campus di Leoben, un comune austriaco nell’omonimo distretto, in Stiria, nella giornata di sabato scorso. E le autorità locali, visto che non è possibile risalire con precisione alle cause della morte ed escludere con certezza che questa sia collegata all’epidemia di coronavirus, è stato disposto un test medico-legale. Il risultato del test non è ancora disponibile, stando a quanto hanno riferito i giornali locali. La salma è stata subito trasportata nella camera mortuaria dell’ospedale del luogo, con tutte le cautele adottate in questo momento.

La Procura austriaca ha quindi disposto accertamenti. Inizialmente agli amici era stato spiegato che Rovina aveva avuto un problema cardiaco. «Sono sconvolto dalla notizia – dice Dario De Nigris, proprietario del Bazeel Music Pub – aveva lavorato anche per noi, per la sicurezza. Un brav’uomo».

La grande famiglia del Gioco del Ponte vive un momento di dolore e smarrimento. Tommaso, ex combattente della Parte di Tramontana avrebbe compiuto 39 anni il prossimo 13 luglio. Tifosissimo del Livorno e amante dei cani, si era avvicinato al Gioco del Ponte con la squadra del San Michele. Delle aquile giallo-nere di capitan Bob Biagi faceva parte della ampia rosa, anche se non è mai montato sul Ponte essendo poi utilizzato come importante rinforzo per le altre squadre. Successivamente ha fatto parte del San Francesco con il capitano Antonio Pucciarelli e dei Satiri per i quali ha ricoperto anche il ruolo di capo schiera con il capitano Emanuele Marchetti. Nell’edizione 2019 del Gioco non ha potuto partecipare alla sfida per un infortunio. Generoso, partecipava sempre alla donazione del sangue che organizzava la magistratura del San Michele ogni anno. Nonostante la stazza era considerato da tutti un “gigante buono”, come si legge nelle decine di messaggi pubblicati da amici e conoscenti increduli sul suo profilo Facebook. Grazie al suo fisico aveva svolto, più che altro per passione, il lavoro di buttafuori nei locali e negli eventi.

L’estate scorsa aveva partecipato al servizio di sicurezza del mega concerto di Jovanotti a Viareggio. «Un lutto tremendo per la Parte – commenta il generale di Tramontana Matteo Baldassari –. Una morte improvvisa di un ragazzo con un grande fisico che ha sempre partecipato con entusiasmo al Gioco. Lo dimostra il fatto che non aveva mai sollevato un problema i primi anni quando, dopo essersi allenato tutto l’anno con il San Michele, non rientrando nei 20 che salivano sul Ponte, veniva impiegato come rinforzo per le altre squadre. La Parte si stringe al dolore della famiglia e di quanti lo hanno conosciuto e che sono ancora increduli per questa scomparsa improvvisa. Allo stesso modo – conclude il generale boreale – dobbiamo unirci al dolore per un’altra perdita importante per il Gioco del Ponte. Sto parlando di Rodolfo Schillaci, che ci ha lasciato nei giorni scorsi a 58 anni. Foffo, come lo chiamavano tutti nel nostro ambiente, aveva iniziato nei Dragoni per poi passare a Tramontana nel San Francesco, ai Mattaccini e infine nel San Michele». 

Pubblicato su Il Tirreno