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Schianto mortale sull'Aurelia, il fratello: «Mirko non ha causato quell’incidente»

Il fratello della vittima chiede di vederci chiaro, la famiglia si è rivolta a un avvocato. Proseguono le indagini

PIOMBINO. «Vogliamo la verità. Non ce l’abbiamo con nessuno, è stata una disgrazia ma vogliamo sapere perché Mirko è morto. Siamo convinti che non sia stata colpa sua». Simone Motta ha un tono di voce pacato ma deciso. Suo fratello Mirko Motta, 49 anni, la settimana scorsa è rimasto vittima di un terribile incidente sulla vecchia Aurelia, tra Venturina e Riotorto. Con la sua Panda, mentre sorpassava un’altra macchina, si era scontrato con un tir proveniente dai magazzini Coop di Vignale e condotto da Simone Orlandini, 33 anni. Uno scontro violentissimo, con la Panda distrutta e Motta deceduto sul colpo.. Che non fosse un incidente molto chiaro lo avevamo scritto. Del resto la prima ricostruzione si basava su alcune testimonianze raccolte dalla polizia municipale parlando con alcuni automobilisti e con lo stesso conducente del camion. La famiglia di Motta vuole andare a fondo di questa vicenda e si è rivolta all’avvocato Fabrizio Callaioli. Le indagini sono condotte dai vigili urbani sotto la supervisione del procuratore capo di Livorno, Ettore Squillace Grieco. Sempre tramite il proprio avvocato, la famiglia Motta si è affidata a un consulente tecnico, l’ingegnere Umberto Benicchi, che ha già eseguito i primi rilievi.

Ci sono alcuni punti fermi da cui partire. Intanto l’altra auto, quella sorpassata da Motta, non è stata coinvolta nell’incidente ed è rimasta sulla propria corsia. Tutto è cominciato sull’altra corsia, quella dove si trovavano il camion e la Panda in fase di sorpasso. Inoltre non ci sono tracce di frenata da parte del camion. Quindi il punto di impatto: la Panda è stata presa non frontalmente, ma dal lato del guidatore. Infine, il quarto punto fermo: il camion dopo l’urto ha invaso l’altra corsia finendo con la motrice fuori strada.

Sulle prime i testimoni avevano riferito di una serie di sterzate da parte sia del camionista che della vittima. Ma non tutte le testimonianze sono concordanti.

Non si esclude che, mentre la Panda era in fase di sorpasso, il camionista abbia dapprima sterzato sulla destra e poi, per paura di perdere il controllo del mezzo, abbia sterzato a sinistra. In questo momento ci sarebbe stato l’impatto con la Panda, mentre poi il camion ha invaso l’altra corsia finendo fuori strada.

Sabato all’obitorio di Piombino è stata condotta l’autopsia e martedì tutto il paese di Riotorto si è stretto attorno alla famiglia della vittima. Dopo i funerali, la salma è stata cremata a Livorno. 

A.d.G.

 

Pubblicato su Il Tirreno