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Neonato morto, l'esperto di airbag: «Sistema salvavita ma può avere effetti devastanti. Una soluzione c'è»

Dopo la tragedia di Pisa ci si interroga su un eventuale meccanismo con azione automatica in presenza di un peso simile a quello di un ovetto. Massimo Guiggiani: "Non sarebbe complicato. Da ricordarsi sempre che tra l'airbag e la persona non deve esserci niente"

PISA. «L’airbag si aziona con una carica esplosiva. E, se non vengono rispettate le indicazioni di sicurezza, può diventare molto pericoloso. In alcuni casi anche letale». Massimo Guiggiani è professore al dipartimento di ingegneria civile e industriale dell’Università di Pisa, nel settore della meccanica applicata alle macchine. Conosce bene il dispositivo che, di fatto, ha provocato la morte del piccolo di appena due mesi domenica a Pisa.  E alla domanda - che tutti si pongono - su un eventuale sistema per impedire che si ripetano queste tragedie, come quello per evitare di dimenticare i bambini sul seggiolino in auto, risponde senza esitazioni: «Non ne ho mai sentito parlare. Ma sarebbe opportuno studiare un meccanismo che disinserisca l’airbag in caso di presenza di un ovetto con dentro un bimbo sul sedile del passeggero. Credo che tecnicamente non sarebbe una cosa troppo complicata».

Ustioni, ma anche colpi in parti vitali del corpo di una persona che possono portare addirittura alla morte. Questi i rischi di un cuscino salvavita che si attiva in caso d’incidente senza che chi guida o viaggia nell’auto sia legato con le cinture o eviti di tenere vicino al corpo un oggetto. «Il tempo di attivazione è di pochi millesimi di secondo – riprende il professore – per sgonfiarsi subito dopo. Se una persona è legata con le cinture e non ha oggetti vicino al corpo, riesce a limitare i danni. Altrimenti la situazione si fa pericolosa. Tra l’airbag e la persona non deve esserci nulla. Sappiamo, infatti, di casi in cui il dispositivo si è azionato dopo un urto, mentre il conducente aveva casualmente il pugno davanti al volante. Questo ha portato l’uomo a darsi un cazzotto in faccia talmente forte che è morto. Di episodi simili ce ne sono altri, ma anche un ombrello davanti al passeggero può avere conseguenze drammatiche».

Nella tragedia di domenica a Cisanello di Pisa, l’airbag ha schiacciato l’ovetto e quel corpicino così delicato contro il seggiolino dell’auto. Impossibile sopportare il trauma per il neonato. «L’ovetto sul lato del passeggero è vicino al cruscotto e, quindi, all’airbag – aggiunge – Non essendo stato disinserito, ha riempito quella parte di abitacolo senza lasciare scampo al piccolo. Attimi che diventano letali senza le opportune precauzioni».

Che, nel triste episodio, sarebbe stata quella di disinserire manualmente l’airbag dal lato passeggero. Così come raccomanda il codice della strada, ma anche ogni casa automobilistica e le aziende di attrezzature per il trasporto dei bambini. «Fatti come quello di domenica non si verificano spesso – dice ancora il docente – Occorre che una persona non abbia seguito le norme di sicurezza, ma anche che, contemporaneamente, si verifichi un incidente. Però il problema esiste e si potrebbe risolvere con un sistema che escluda l’airbag in caso di presenza sul sedile del passeggero di un peso simile a quello di ovetto con un bambino. Più in generale, credo che ognuno di noi ritenga la sicurezza stradale importante, ma solo quando riguarda gli altri. Pensiamo di saperne e di essere immuni da errori, ma è una materia delicata e che non va sottovalutata».

 

Pubblicato su Il Tirreno