• Home
  •  > Notizie
  •  > Cercava lavoro sognando una vita migliore, ha trovato la morte travolto da un’auto

Cercava lavoro sognando una vita migliore, ha trovato la morte travolto da un’auto

La storia del migrante senegalese che  è stato investito e ucciso vicino al centro d’accoglienza di Arena Metato

SAN GIULIANO. Era arrivato in Italia in cerca di fortuna e con tante speranze. Invece ha perso la vita in un incidente stradale che lo ha sorpreso quando stava per raggiungere altri connazionali e migranti che come lui sognano un futuro migliore. Per Abdulkarim Souware ogni soccorso è stato inutile. . Sarà indagato per omicidio stradale il conducente dell’auto che, l’altra sera, in via Che Guevara a Pontasserchio lo ha investito con la propria auto. Il giovane era nato in Senegal il 17 luglio del 1997 ed era residente nel centro di prima accoglienza San Jacopo ad Arena Metato, gestito dalla Croce Rossa. Il migrante è stato urtato mentre era in sella a una bici. Dopo l’urto è finito in un fosso sotto lo sguardo terrorizzato del conducente che si è subito fermato a prestare i primi soccorsi e che, come ha spiegato dopo, non lo aveva visto se non quando era troppo tardi per evitare l’impatto. Per l’immigrante africano ogni tentativo di rianimazione si è rivelato inutile. È stato un automobilista di passaggio a dare l’allarme al 118. «Ho visto un gruppo di persone di colore intorno a un’auto ferma sul ciglio della strada», ha riferito l’uomo. Da quello che è stato possibile ricostruire il giovane in bici sarebbe stato urtato dall’auto che procedeva nella stessa direzione e nell’impatto è finito nel fosso. L’incidente ha richiamato in strada amici e connazionali della vittima, che da tempo viveva nel centro di Arena Metato e che ovviamente sono rimasti sotto choc per l’incidente. Lo aspettavano nel centro, dopo che era stato fuori per lavorare. E invece hanno scoperto che aveva perso la vita lì, vicino a loro, dentro un fossato.

Il cuore del giovane si è fermato qualche minuto dopo l’impatto, il giovane di fatto non ha mai ripreso conoscenza. La polizia municipale di San Giuliano ha informato il magistrato di turno che ha autorizzato la rimozione della salma che è stata portata all’istituto di medicina legale.

La vittima frequentava la scuola d’italiano di Sant’Egidio, saltuariamente aiutava la Croce Rossa nei lavori di cura del verde negli spazi pubblici. Da quando è arrivato nella provincia di Pisa ha effettuato dei piccoli lavori saltuari con contratto determinato.

«Avevamo fatto richiesta di una mini Aspi, una indennità di disoccupazione, perché il Centro per l’Impiego aveva detto che aveva maturato i giorni necessari per farne richiesta», spiegano dalla Croce Rossa.

Ogni giorno andava a Firenze alla ricerca di un lavoro per mandare i soldi alla sua famiglia in Senegal. Al personale del centro e agli altri migranti aveva confidato di avere lasciato in Senegal la moglie e due figli e di avere perso entrambi i genitori. –

 

Pubblicato su Il Tirreno