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Addio a Domenico Della Ratta storico presidente bianconero

Per tanti anni è stato alla guida del Pieve a Nievole. Nel 2010  fu costretto a dire basta perché rimasto senza aiuti. I funerali fissati per martedì alle 10

Pieve a Nievole. Un paese in lutto per la morte di Domenico Della Ratta, 78 anni, storico presidente del sodalizio bianconero nonché persona apprezzata e stimata per i modi educati e quella capacità innata nello smussare gli angoli e nell’affrontare la vita nel massimo rispetto del prossimo. Aveva accusato un malore venerdì sera e dopo il ricovero all’ospedale Torregalli a Firenze, alle prime luci dell’alba di ieri è spirato.

Un uomo minuto di corporatura ma di un’immensa statura morale, sorretta dalla fede, politicamente attaccato agli storici dettami della Democrazia cristiana, poi Udc, partito di cui è stato a lungo segretario e presidente dell’assemblea provinciale.

Concessionario di una importante marca di alimenti per animali, si divideva fra lavoro, famiglia e l’amato campo sportivo in terra battuta di via Ancona, a un passo dalla sua abitazione. Seguiva le partite con l’immancabile sigaretta in bocca, in tribuna, cercando di mascherare la tensione che a volte metabolizzava camminando a bordo rete quando la gara si faceva “caliente”. Mai un gesto o una parola fuori posto, primo a salutare avversari e addetti ai lavori. Un vero e proprio gentleman , di un calcio che non c’è più.

Con lui gli allenatori erano in una botte di ferro. La parola esonero non rientrava nel suo vocabolario. Massimo Cardelli ad esempio, per sei stagioni consecutive tecnico del sodalizio bianconero, fu confermato anche dopo una retrocessione. Poi nel luglio del 2010, andati a vuoto gli accorati appelli alle istituzioni ed agli imprenditori locali, dopo un’esistenza al timone del vascello pievarino, e dopo aver sacrificato energie e mezzi per tenere alto il nome del club, si arrese. E per un attimo quell’espressione bonaria, marchio di fabbrica, svanì dal suo volto: «Dico basta perché c'è un limite a tutto» .

Lo piangono la moglie Carmela, i figli Maurizio ed Elisabetta, i parenti e i tanti amici. Lunedì la salma, ora esposta nella cappella mortuaria dell’ospedale fiorentino, tornerà a Pieve a Nievole e martedì alle 10 ci sarà la cerimonia funebre. —

Pubblicato su Il Tirreno