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Dall’autopsia la conferma che Giulia è morta soffocata dai fumi venefici

Occorreranno gli esami tossicologici per capire i tempi dell’asfissia. Intanto i funerali non si terranno prima di martedì

Tre ore e mezzo per certificare, il linea di massima, quanto era già ipotizzabile sin dal ritrovamento del corpo. A uccidere Giulia Salotti, 14 anni, la studentessa dell’Iti Ferrari morta nel rogo che ha devastato la sua abitazione a Socciglia di Borgo a Mozzano, sono state le esalazioni dei fumi venefici sprigionati dal terribile incendio che si è mangiato l’interno della casa colonica. Quella nube densa e dall’odore acre che ha invaso completamente la sua camera nel piano mansardato non le ha dato scampo. Terrorizzata e impietrita da quanto stava accadendo, dopo aver cercato aiuto chiamando al telefono gli zii, si è avvolta con una coperta e ha cercato riparo sotto al letto. Lì ha prima perduto i sensi e in pochi minuti, vista l’assenza di ossigeno, è sopraggiunta l’ipossia che ha provocato l’asfissia. Per capire i tempi di reazione e stabilire con certezza l’orario in cui il cuore dell’adolescente ha cessato di battere serviranno i risultati degli esami tossicologici eseguiti, durante il riscontro diagnostico, dal medico legale Stefano Pierotti. Gli inquirenti, quindi, per avere risposte certe dovranno attendere almeno 60 giorni. Durante l’esame necroscopico l’anatomopatologo ha riscontrato ustioni abbastanza estese in buona parte del corpo della ragazzina. Bruciature evidentemente successive al soffocamento e avvenute post decesso. Al termine dell’esame cadaverico - avvenuto ieri mattina alle 9 all’obitorio dell’ex ospedale Campo di Marte - il medico legale ha informato telefonicamente e per fax dell’avvenuto espletamento dell’incarico il sostituto procuratore Salvatore Giannino, il magistrato che sta svolgendo accertamenti per stabilire con esattezza come possa essere scaturito il pauroso rogo trasformatosi in una trappola mortale per la studentessa. Al momento la procura non ha concesso il nullaosta per la sepoltura. L’impressione è che il pm necessiti di un ulteriore accertamento di natura medico legale e quindi l’okay per la restituzione della salma non arrivi sino alla serata di lunedì con i funerali che slitterebbero a martedì 28 o al massimo mercoledì 29 gennaio.

nuovo sopralluogo

Intanto anche ieri mattina i vigili del fuoco di viale Barbantini sono tornati in località Socciglia a Borgo a Mozzano per effettuare un sopralluogo ai resti della casa dell’architetto Massimiliano Salotti, il padre di Giulia, ancora ricoverato in ospedale per le ustioni di secondo grado riportate nel tentativo di salvare la figlia dalle lingue di fuoco che avevano avvolto il primo piano dell’abitazione. Il motivo? Sempre lo stesso. Trovare il punto di innesco. In una parola la zona esatta - nel salotto al piano terra - dov’è partita la scintilla che ha provocato dolore e morte. In quel vano, oltre all’impianto elettrico, c’erano diversi elettrodomestici che, per un qualche difetto, potrebbero aver causato il corto circuito. Ma anche nella giornata di ieri quel punto di innesco i pompieri non l’hanno trovato. —

Pubblicato su Il Tirreno