Chiese in Provincia di Siena - città di : Pieve di S. Innocenzo a Piana

Pieve di S. Innocenzo a Piana
Chiesa dei Santi Innocenti a Piana

SIENA
Piana, Buonconvento (SI)
Culto: Cattolico
Diocesi: Siena - Colle di Val D'Elsa - Montalcino
Tipologia: chiesa
Posta su un crinale nel comune di Buonconvento lungo il tracciato dell'antica Via Francigena, la Pieve di Piana è formata da diversi corpi di fabbrica aggregati e distribuiti attorno alla corte interna, delimitata a destra dal corpo della chiesa, e sugli altri tre lati dalla canonica. L'aspetto generale è quello di una grancia o di una fattoria fortificata sul tipo della vicina grancia di Cuna, dell'Ospedale del Santa Maria della Scala di Siena. La chiesa, che costituisce l'elemento principale... Leggi tutto
Fonte: BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web

Dettagli

Posta su un crinale nel comune di Buonconvento lungo il tracciato dell'antica Via Francigena, la Pieve di Piana è formata da diversi corpi di fabbrica aggregati e distribuiti attorno alla corte interna, delimitata a destra dal corpo della chiesa, e sugli altri tre lati dalla canonica. L'aspetto generale è quello di una grancia o di una fattoria fortificata sul tipo della vicina grancia di Cuna, dell'Ospedale del Santa Maria della Scala di Siena. La chiesa, che costituisce l'elemento principale di tutto il complesso architettonico, presenta chiaramente due diverse fasi, la prima delle quali databile al X-XI secolo; essa ha mantenuto tuttavia le austere forme romaniche con tetto a capanna, la porta sormontata da un arco a tutto sesto, il finestrone centrale, il parato a fasce di pietra chiara spartite da un filaretto di pietra più scura. La facciata è orientata a sud-ovest e l'abside a nord-est, parallela al lato nord-ovest della corte; il campanile, che presenta un basamento a grossi blocchi di pietra, unitamente ad altri locali collegati direttamente alla chiesa, si trova sullo stesso lato nord-est. L'interno, con la pianta a croce latina e copertura a capriate, doveva essere in origine completamente decorato da pitture murali delle quali si conservano solo poche tracce sulla parete destra; il frammento più integro raffigura una figura di santo con un'altra figura più piccola inginocchiata (forse il committente) inquadrate in una cornice a i quadrilobi. Con il restauro del 1933 furono distrutti gli altari barocchi e fu ripristinato l'unico altare in pietra al di sotto di un arcone decorato con la figura di San Pietro a mezzo busto tra due angeli, anche le panche e i confessionali vennero rinnovati in una perfetta sintesi di stile neoromanico.

Struttura

La struttura portante è in muratura a filaretto eseguita con bozze di pietra squadrata.

Pianta

La pianta è a croce latina con un'unica navata.

Coperture

La copertura ha struttura portante in legno, impalcato di mezzane e manto in coppi e tegole di laterizio di svariate dimensioni e origini.

X sec. - XI sec. (costruzione intero bene)

Non si hanno notizie certe sull'origine dei questa Pieve: il primo documento in cui è nominata è del 1081. Sembra che fin dall'origine la Pieve sia stata retta dai canonici della Metropolitana di Siena, conducendo vita in comunità.

XV sec. - XV sec. (ampliamento intero bene)

Nei primi anni del quattrocento la pieve fu fortificata, anche se già precedentemente doveva avere una struttura architettonica assimilabila ad una fortezza: in un documento del 1333 si parla di "cassaro" di S. Innocenza. I lavori di consolidamento e ampliamento furono eseguiti dallo Spedale di Siena, che ne divenne proprietaria, facendo assumere al complesso l'aspetto che tuttora possiede.

1600 - 1600 (modifiche intero bene)

Nel 1600 la pieve fu adornata di dipinti e stucchi in stile barocco.

1765 - 1765 (restauro intero bene)

La pieve versava in pessime condizioni, e nel 1765 fu fatto un restauro, tuttavia non consono alle esigenze della chiesa.

1933 - 1933 (restauro intero bene)

Nel 1933 la chiesa venne restaurata col concorso della Sovrintendenza ai Monumenti di Siena. Il restauro si tradusse nella distruzione degli altari barocchi e nel ripristino della originaria struttura romanica de11'edificio. In tale occasione fu realizzata anche una nuova coloritura delle pareti e la pittura di fregi omamentali, composti di formelle e stemmi, foglie e intarsi in stile trecentesco e la decorazione a tempera delle volte del coro e delle cappelle del transetto. Di queste ultime operazioni venne incaricato il restauratore e decoratore senese Amedeo Brizzi che all'epoca godeva di un'affermata fama proprio per questi suoi rifacimenti in stile.

anni 2000 - anni 2000 (restauro intero bene)

Da alcuni anni è stato intrapreso un integrale recupero del complesso.

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