Chiese in Provincia di Prato - città di Prato Città: Badia di San Fabiano

Badia di San Fabiano
S. Fabiano

PRATO / PRATO città
Via San Fabiano - Prato (PO) PRATO città
Culto: Cattolico
Diocesi: Prato
Tipologia: chiesa
L'edificio, con la bianca facciata in pietra alberese ravvivata dalla geometrica bicromia della finestra circolare e del portale, ha un'interessante torre campanaria in cotto dei primi del Cinquecento, a pianta poligonale e conclusa da piramide ottagonale. Facciata La facciata, databile alla seconda metà del XII secolo per il fìlaretto regolare a bozze ben squadrate e lisce e i sottili giunti di malta, ha subito alcune manomissioni intorno all'occhio centrale e nel coronamento. Il portale è... Leggi tutto

Dettagli

L'edificio, con la bianca facciata in pietra alberese ravvivata dalla geometrica bicromia della finestra circolare e del portale, ha un'interessante torre campanaria in cotto dei primi del Cinquecento, a pianta poligonale e conclusa da piramide ottagonale.

Facciata

La facciata, databile alla seconda metà del XII secolo per il fìlaretto regolare a bozze ben squadrate e lisce e i sottili giunti di malta, ha subito alcune manomissioni intorno all'occhio centrale e nel coronamento. Il portale è ornato da archivolto in marmo bianco e verde di Prato; in asse con questo, sopra un bassorilievo in arenaria ormai illeggibile che raffigurava Santo Stefano (del XVI secolo), è l'occhio circolare con cornice in marmo bianco e serpentino verde, ripristinata nel restauro del 1932, come il portale. Le parti di lato alla facciata, che corrispondono alle originarie navate laterali, sono oggi intonacate e inserite in strutture tarde.

Campanile

Dietro l'edificio emerge l'interessante campanile, fondato su una campata della navata destra della chiesa, fatto costruire intorno al 1510 da Baldo Magini, abate commendatario. La snella torre unisce a ricordi vagamente gotici nella struttura (forse ispirata a quelle di San Pietro a Perugia e del Duomo di Pienza) cornici rinascimentali a ovuli e dentelli, e si mostra decisamente atipica nell'area fiorentina sia per il materiale, il mattone (forse un richiamo alle architetture romane: il Magini era castellano di Ostia), che per la forma: su base parallelepipeda poggia la cella a prisma ottagonale, con spigoli risaltanti e monofore, alternativamente aperte e cieche; il coronamento è un'alta piramide ottagonale con costoloni.

Interno della chiesa

All'interno la struttura originaria era formata dalla navata centrale collegata alle minori con quattro arcate per lato su pilastri quadrangolari, e conclusa da abside. L'attuale aula è l'originaria nave maggiore, ed è coperta da volte a crociera del tardo Trecento, con arcata di valico archiacuta; le pareti sono ritmate da quattro arcate per lato (tamponate a fine Settecento le prime tre) con cornice dipinta a fasce bicrome; dopo le prime due una transenna (costruita nel 1933 su tracce di un muro trasversale) taglia la chiesa, ed è decorata a finte tarsie, come l'ambone (collocato nella terza arcata destra), la cattedra vescovile (all'opposto), l'altar maggiore al centro del presbiterio e il recinto che lo racchiude (invenzioni del “restauro” operato nel 1933). Dietro l'altar maggiore è un bel Crocifisso ligneo policromato del XVI secolo, di notevole qualità nella resa anatomica.

Cappelle

Le cappelle laterali hanno un modesto altare neomedievale con San Fabiano (quella di destra) e la Madonna e il Bambino (quella di sinistra), dipinti nel 1933 da Leonetto Tintori. Nel sottarco d’ingresso alla cappella di destra restano tracce di affreschi della prima metà del Quattrocento con angeli e simboli della Passione e a sinistra dell'altare è una lapide sepolcrale dei conti Bardi di Vernio (1748).

Coro

Il coro quadrangolare fu realizzato intorno al 1730 e coperto da una volta nervata su robusti peducci, forse su disegno del pittore pratese Pier Simone Vannetti; per tre lati è rivestito da un doppio ordine di stalli di noce, realizzati nel 1763, con uno stemma dei Frati Minori. Sulla parete di fondo, entro una ricca cornice barocca con lesene concluse da timpano curvilineo spezzato (e stemma francescano) è una grande tela con l'Immacolata Concezione, e i santi Fabiano, Vincenzo, Luigi Gonzaga e Francesco di Sales, opera calligrafica, della fine del Settecento, da attribuire al pratese Matteo Bertini.

Pavimenti e pavimentazioni

Nella chiesa sono ricollocati i bellissimi frammenti di mosaico pavimentale, recuperati nello spazio tra le due cappelle che precedono il coro, in seguito agli interventi del 1932 . Questi resti, databili al 1130-1140, sono stati avvicinati a quelli del pavimento di Santa Trinità a Firenze, o di Sant'Ilario a Venezia;

1082 - 1164 (committenza costruzione)

La primitiva chiesa di San Fabiano fu costruita lungo l'antica Via Cassia che da Fiesole, passando per Sesto, Settimello, Pizzidimonte, giungeva a Montemurlo e quindi a Pistoia. Fu ricostruita in stile romanico dai benedettini nei primni decenni del XII secolo, ed è menzionata per documenti nel 1082. Rimaneva fuori dell’antico cerchio murario del «castrum» di Prato. Le vigne che chiudevano tutt'intorno il monastero e la chiesa si chiamavamo per nome: c'era la «Vingnamorata» (1082), «la vingna da San Febino» (1121), «la vingna del Cartoraci» (1127), «vinea Raganella»(1164). La gora che lambiva la badia ne irrigava gli orti.

1234 - 1516 (passaggio di proprietà intero bene)

Il passaggio del monastero e della chiesa ai Vallombrosani è attestato da un documento del 1234. La chiesa e il monastero furono compresi nelle nuove mura di Prato circa il 1330. L'abbazia con la chiesa furono concesse in commenda dal papa Giulio II al chierico pratese Baldo Magini (1505), familiare e commensale del papa e castellano della rocca di Ostia. Nel 1516 il papa Leone X incorporò l'abbazia e la chiesa al Capitolo dei canonici della chiesa (ora cattedrale) di Santo Stefano di Prato.

1510 - 1522 (costruzione campanile)

Un'importante modifica al complesso fu l'aggiunta di un grazioso campanile con coronamento piramidale, che venne impiantato su una campata della nave destra della chiesa per iniziativa del commendatario Baldo Magini circa il 1510. Il modellino della chiesa col nuovo campanile è visibile nel ritratto del Magini dipinto dal Soggi nel 1522 per la sacrestia del Duomo di Prato.

1726 - 1783 (ristrutturazione coro)

Con la concessione della badia e della chiesa fatta nel 1726 dai cononici di Prato ai Minori osservanti provenienti dal convento del Palco (Prato), l'abside della chiesa fu trasformata in forma quadrata e di stile barocco. La chiesa fu anche sede di parrocchia. Trasferiti nel 1783 i frati francescani nel soppresso convento di San Domenico di Prato, per volere del vescovo Scipione de' Ricci, la badia ospitò il Seminario vescovile, fondato nel 1682 dal vescovo Gherardi, e fino allora senza una sede adeguata.

1932 - 1933 (ristrutturazione intero bene)

Tra il 1932 e il 1933, su progetto del pratese Adelio Colzi, la chiesa subì, secondo l'uso del tempo, un rilevante "restauro", che dette all'edificio il modesto aspetto neoromanico che tuttora conserva.

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