Chiese in Provincia di Prato - città di Prato Città: Chiesa di San Pier Forelli

Chiesa di San Pier Forelli
S. Pier Forelli

PRATO / PRATO città
Via del Pellegrino, 7 - Prato (PO) PRATO città
Culto: Cattolico
Diocesi: Prato
Tipologia: chiesa
Edificio ottocentesco con pareti intonacate ornate da lese e trabeazione in pietra serena. Il luminoso interno, di mature forme neoclassiche, conserva tele e affreschi coevi e una pala con la Madonna e santi di Alessandro Franchi. In un altare è collocato un venerato Crocifisso, usato da san Leonardo da Porto Maurizio nelle sue predicazioni. Facciata La facciata, divisa in due ordini da una trabeazione con cornice a dentelli sorretta da quattro lesene ioniche, mostra al centro un arcone a... Leggi tutto
Fonte: BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web

Dettagli

Edificio ottocentesco con pareti intonacate ornate da lese e trabeazione in pietra serena. Il luminoso interno, di mature forme neoclassiche, conserva tele e affreschi coevi e una pala con la Madonna e santi di Alessandro Franchi. In un altare è collocato un venerato Crocifisso, usato da san Leonardo da Porto Maurizio nelle sue predicazioni.

Facciata

La facciata, divisa in due ordini da una trabeazione con cornice a dentelli sorretta da quattro lesene ioniche, mostra al centro un arcone a inquadrare il portale; ai lati sono presenti due nicchie che ospitano le statue di san Pietro e di san Paolo. L'ordine superiore ha al centro un finestrone a lunetta e il coronamento a timpano.

Interno della chiesa

L'aula della chiesa, rettangolare, termina con un'ampia abside. Le pareti sono concluse da una trabeazione in forte aggetto, sorretta nel catino absidale da colonne, appena staccate dalla parete, con capitelli corinzi in gesso, e nella navata da lesene, tra le quali sono ricavati tre profondi arconi per lato, che ospitano alle estremità gli altari laterali e al centro due porte secondarie.

Altari laterali

Il primo altare destro inquadra una tela del pratese Alessandro Franchi, con la Madonna e il Bambino in trono fra i santi Crespino, Crespiniano, Filomena e Luca (1871), ispirata al Bellini e al Quattrocento veneziano; la fronteggia, sul primo altare sinistro, quella dipinta da Antonio Marini, con la Consegna delle chiavi a san Pietro (1858). Negli spazi limitati da lesene che dividono le nicchie delle pareti si inseriscono quattro confessionali lignei, e sopra a questi alcuni dipinti del Marini, del 1859 (a destra San Pietro liberato dal carcere, di fronte al quale è Pietro che piange dopo aver rinnegato Gesù; sulla sinistra è infine la Vocazione di Pietro e Andrea); sul secondo confessionale destro sporge invece il pulpito, con parapetto ornato da calchi di scene e figure della Porta dei Paradiso del Ghiberti. Il secondo altare laterale destro accoglie un venerato Crocifisso in cartapesta dipinta, del tardo Seicento, che fu utilizzato da san Leonardo da Porto Maurizio nelle sue missioni; nell'altare che lo fronteggia è collocata una statua di Nostra Signora del Sacro Cuore (1920).

Presbiterio

L'altar maggiore, isolato, conserva l'originaria struttura ottocentesca, con paliotto in scagliola dipinta col Sacrificio di Isacco, ciborio marmoreo e alto dossale posteriore in marmo bianco con pannelli in marmi colorati. Il Crocifisso che lo sormonta, in legno naturale, è del 1945. L'abside, con cupoletta emisferica e lanterna, è decorata da un fregio a rilievo in stucco bianco, parallelo alla trabeazione, con putti che sostengono un festone, modellato da Ulisse Cambi su disegno del Marini, mentre al centro la mostra dell'organo, con minuziosa comice in stucco, è una modifica più tarda.

Elementi decorativi

Colonne, lesene e fregio della trabeazione hanno un elegante rivestimento in scagliola a imitazione del marmo venato paonazzo, che risalta sul biancore delle pareti e dell'alta volta a botte. Questa è ornata da lacunari a ottagoni e a rombi, in stucco bianco, fra i quali si inseriscono tre affreschi, del 1858-59: al centro San Pietro coi simboli degli evangelisti e i continenti, del pratese Antonio Marini, ai lati le raffigurazioni della Chiesa militante e della Chiesa trionfante, di Pietro Pezzati. Il catino, invece, è fittamente decorato da lacunari ottagonali in gesso con rosoni di dimensioni decrescenti verso la lanterna superiore, dalla quale piove luce sull'altar maggiore.

1183 - 1294 (committenza costruzione)

La «ecclesia Sancti Petri in porta Fuia» è nominata in un privilegio del papa Lucio III, del 12 febbraio 1183, e sottopposta alla giurisdizione della propositura (poi Cattedrale) di Santo Stefano di Prato. In un privilegio del papa Innocenzo IV, del 1245, è detta «ecclesia Sancti Petri Forelli». Nel 1294 il proposto Alcampo di Prato concesse «rectori ecclesie Sancti Petri Forelli» e ai rettori della chiese sottoposte alla sua giurisdizione il diriritto di sepoltura, proprio delle chiese principali.

1424 - 1717 (predicazione di san Bernardino da Siena intero bene)

Negli anni 1424-25 san Bernardino da Siena fu in Toscana, a Firenze, a Prato, ove parlò in San Francesco, a Lucca, a Volterra ed a Siena, predicandovi tra l'aprile ed il giugno del 1425. Una tarda iscrizione, del 1706, conservata sulla facciata della canonica, ricorda come il santo avesse annunziato la parola di Dio anche sulla piazza della chiesa di San Pier Forelli. Nel 1717 la chiesa fu eretta in prioria.

1838 - 1860 (ricostruzione intero bene)

Un primo progetto di ristrutturazione e di ampliamento dell'antica chiesa, iniziato nel 1838, restò a lungo sospeso e fu poi disatteso. Solo nel 1857 si addivenne ad un nuovo progetto, realizzato dal pistoiese Torello Niccolai e dal pratese Angelo Pacchiani, che previde la ricostruzione dai fondamenti della chiesa col luminoso, unitario interno improntato ad un maturo neoclassicismo. La nuova chiesa fu consacrata il 3 giugno 1860 dal pratese Giovacchino Limberti, arcivescovo di Firenze.

1871 - 1912 (completamento intero bene)

Nel 1871 il pittore pratese Alessandro Franchi (1838-1914) dipinse la pala del primo altare destro con la Madonna e il Bambino in trono, fra i santi Crespino, Crespiniano, Filomena e Luca, ispirata al Bellini e al Quattrocento veneziano. Nel 1912 il pistoiese Filippo Tronci costruì per la chiesa un organo a canne di otto registri.

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