Chiese in Provincia di Massa Carrara - città di Fivizzano: Chiesa dei Santi Jacopo e Antonio

Chiesa dei Santi Jacopo e Antonio
SS. Jacopo e Antonio

MASSA CARRARA / FIVIZZANO
Piazza Vittorio Emanuele - Fivizzano (MS)
Culto: Cattolico
Diocesi: Massa Carrara - Pontremoli
Tipologia: chiesa
la prepositura dei Santi Iacopo e Antonio abate di Fivizzano si dispone sull’angolo nord occidentale della Piazza medicea, lungo la strada che conduce a Modena e Reggio Emilia attraverso il passo del Cerreto. La facciata dell’edificio, ristrutturata in forme romaniche dopo il terremoto del 1920, a quattro spioventi in pietra isodoma, con ampia bifora centrale, è fiancheggiata dalla torre campanaria con una doppia cella, sormontata da un parapetto in ferro, costruita nella prima campata destra... Leggi tutto
Fonte: BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web

Dettagli

la prepositura dei Santi Iacopo e Antonio abate di Fivizzano si dispone sull’angolo nord occidentale della Piazza medicea, lungo la strada che conduce a Modena e Reggio Emilia attraverso il passo del Cerreto. La facciata dell’edificio, ristrutturata in forme romaniche dopo il terremoto del 1920, a quattro spioventi in pietra isodoma, con ampia bifora centrale, è fiancheggiata dalla torre campanaria con una doppia cella, sormontata da un parapetto in ferro, costruita nella prima campata destra dell’edificio e quindi allineata con la facciata stessa. La primitiva chiesa fu fatta costruire dal vescovo di Luni Bernabò Griffi (1364-1378), in un periodo in cui il forum Fivezani, già citato nel 1239 e pertinenza dei Malaspina della Verrucola, era divenuto un fiorente borgo commerciale: nel 1355 Puccio di Duccio Bosi aveva fatto costruire la chiesa di San Giovanni, nel 1374 vi trasferì la residenza il marchese Nicolò Malaspina, nipote di Spinetta il Grande, nel 1391 vi presero dimora gli Agostiniani e la chiesa di San Giovanni fu annessa al loro convento. La posizione strategica di Fivizzano non sfuggì alle mire espansionistiche della Repubblica di Firenze che, tra il 1404 ed il 1477, ne entrò definitivamente il possesso trasformando radicalmente il borgo medievale in una cittadina dall’impronta fortemente medicea. La chiesa trecentesca, come riferisce una memoria del 1598 rilasciata dal parroco di allora, fu completamente ricostruita nel 1576, ampliata e ruotata; il presbiterio fu rivolto ad occidente e la facciata si attestò sulla principale via della città. Per la nuova chiesa, il famoso maestro Ducarelli da Torano, frazione di Carrara, valente scultore, adottò ancora l’impianto basilicale a tre navate, ben proporzionate, con 15 colonne monolitiche in macigno, da lui abilmente scolpite, provenienti dalla cava della Costia, sopra la Pescigola. L’edificio era coperto con volte, crollate o rimosse perché pericolanti, dopo il sisma del 1920, quando furono sostituite con l’attuale soffitto a cassettoni in cemento. L’interno si presenta quindi, a prima vista, come una combinazione tra elementi architettonici rinascimentali, riconoscibili nel ritmo delle campate, nella finezza dei capitelli e dei peducci che sostenevano le volte e le strutture novecentesche, trasformate dalla cromia pittorica in un ideale linguaggio tardogotico, molto analitico, ed in questo non molto lontano dal gusto dell’edificio precedente, ancora molto attento al dettaglio minuto delle membrature architettoniche. A questi due stili si affianca quello barocco degli altari che si rivela pienamente nella monumentale macchina settecentesca dell’altare maggiore, a marmi policromi, di gusto ligure, resa più imponente dal novecentesco tempietto della Beata Vergine dell’Adorazione. Alla disposizione in serie, schermata dai colonnati delle navate, sono obbligati gli altari laterali, addossati alle pareti esterne dell’edificio, anch’essi pregevoli e ricchi dettagli, ma privi di quella cornice architettonica tardobarocca che ne mette in risalto le forme integrandole maggiormente con il gusto dell’edificio

Facciata

la facciata della prepositura dei Santi Iacopo e Antonio è stata ricostruita, in stile romanico, dopo il terremoto del 1920 e presenta un andamento a quattro spioventi, con la torre campanaria inserita nel lato destro della pagina muraria del prospetto, in pietra grigia a disegno isodomo. Nella parte inferiore si aprono tre portali gerarchizzati, riconducibili a modelli dei secoli XIII-XIV, con mensole di raccordo in marmo apuano e lunette raffiguranti i santi patroni e la Beata Vergine dell’adorazione. Le porte laterali sono sormontate da una monofora e fiancheggiate da due finestrelle più piccole collocate, dalla parte interna, all’altezza dell’architrave. Al al centro, in asse con il portale maggiore, si apre un’ampia bifora con colonnina in marmo apuano e capitelo fogliato, tema ripetuto frequentemente nelle riduzioni in stile di quel periodo. A destra, in c

1239 - 1239 (notizie sito)

le prime notizie documentarie di Fivizzano risalgono al secolo XIII: nel documento n. 237 del Codice Pelavicino, redatto il 13 giugno 1239, viene nominato il foro Fivezani in un atto per la locazione di un casamentum in Soliera alla presenza dell’arciprete Villano della pieve di San Paolo a Vendaso

1377 - 1383 (costruzione intero bene)

la chiesa di Fivizzano, dedicata ai Santi Iacopo ed Antonio, fu fatta costruire, tra il 1377 ed il 1383, dal vescovo di Luni Bernabò Griffi, in un periodo di fiorente sviluppo per l’abitato dove, nel 1355, Puccio di Duccio Bosi aveva fatto costruire la chiesa di San Giovanni, poi annessa, nel 1391 al convento degli Agostiniani e prima del 1374, vi prese residenza Nicolò Malaspina della Verrucola, nipote di Spinetta il Grande

1382 - 1382 (erezione in parrocchia intero bene)

con decreto del 12 Febbraio 1382 il vescovo Giacomo Piccolomini erigeva la chiesa in parrocchia quasi autonoma, smembrandola dalla giurisdizione della Verrucola, lasciandola alle dipendenze della pieve di San Paolo a Vendaso

1470 - 1471 (estimi lunensi intero bene)

la chiesa compare come cappella dipendente dalla pieve di San Paolo Vendaso negli Estimi della Diocesi di Luni del 1470-71

1477 - 1477 (mutamento politico intero bene)

il 6 marzo 1477 in Palazzo Vecchio a Firenze, alla presenza di Lorenzo il Magnifico, si concluse il processo di annessione di Fivizzano alla Repubblica di Firenze, iniziato nel 1404, quando il marchese Nicolò Malaspina si pose sotto la “protezione “ della città

1568 - 1568 (erezione in parrocchia intero bene)

la chiesa fu eretta in parrocchia prima del 1568

1568 - 1568 (erezione in prepositura intero bene)

il 2 luglio 1690 la parrocchia fu eretta in prepositura

1576 - 1576 (ricostruzione intero edificio)

l’edificio precedente fu interamente ricostruito nel 1576, ruotato in direzione della piazza ed ingrandito, come apprendiamo da una descrizione del parroco di allora, aveva 15 colonne, 7 dal lato della torre campanaria che occupava una campata ed 8 dall’altra; la maggior parte di esse era un monolite di “macigno sereno” alte braccia fiorentine 71/6 e larghe 24/6 dalla base alla sommità del capitello, quattro di queste colonne ,due per lato, sono inglobate nei vecchi sostegni dell’arco trionfale. Da ciò sembrerebbe che la posizione dell’arco trionfale non sia mutata e che, sul suo asse, sia stato eseguito l’ingrandimento dell’edificio raddoppiandolo verso la piazza situata dalla parte opposta. Il coro era grande e capace, in noce intagliato a due ordini. Sembrerebbe che l’architetto della nuova chiesa sia stato il celebre maestro carrarese Ducarelli da Torano anche valente scultore dei capitelli e delle basi

1733 - 1733 (dedicazione altare)

erezione dell’altare nel 1733, dedicato alla Beata Vergine dell’adorazione o Madonna di Reggio o della Ghiara, apparsa miracolosamente nel 1628 e conferimento del titolo di patrona di Fivizzano

1767 - 1797 (danni sismici intero edificio)

il 2 gennaio 1767 una gravissima scossa di terremoto danneggiò la chiesa «ne piegò le robuste colonne di macigno, ne aperse in più parti la volta, e talmente distrusse l’arco di pietra della nave di mezzo, che ne fece uscire due pesanti tagliole di ferro che l’obbligavano, le quali caddero sul pavimento senza la menoma lesione di alcuno in un’immensa folla di popolo ivi riunito». Rimase indenne la cappella della Beata Vergine dell’adorazione, con la sua cupola, come racconta l’"Istoria della miracolosa immagine di Maria Santissima" che, sotto il titolo dell’Adorazione, si venera nella chiesa dell’insigne prepositura di Fivizzano di cui è patrona principale. Il libretto, stampato a Parma nel 1802, fu dedicato al primo vescovo di Pontremoli, Girolamo Pavesi (1797-1820) dopo la costituzione della diocesi avvenuta nel 1797 accorpando tutti i territori appartenenti in quell’epoca al Granducato di Toscana

1825 - 1825 (titolo di prepositura mitrata inter

Mappa

Cimiteri a MASSA CARRARA

Via Nazionale Fivizzano (Ms)

Via Roma (Ms)

Via Nazionale Fivizzano (Ms)

Onoranze funebri a MASSA CARRARA

Via Roma 89 Fivizzano

Via Debbia Vecchia 3 Montignoso

Viale Democrazia 47 Massa