Chiese in Provincia di Massa Carrara - città di Casola In Lunigiana: Chiesa di Santa Felicita

Chiesa di Santa Felicita
S. Felicita

MASSA CARRARA / CASOLA IN LUNIGIANA
Casola in Lunigiana (MS)
Culto: Cattolico
Diocesi: Massa Carrara - Pontremoli
Tipologia: chiesa
la chiesa di Santa Felicita di Casola era probabilmente una cappella castrense nel periodo malaspiniano del borgo, posto nei pressi della confluenza del torrente Tassonaro con l’Aulella in un luogo di naturale confluenza di percorsi provenienti dalla Valle del Serchio, attraverso le foci di Tea e dei Carpinelli, dal sistema apuano, lungo la Valle di Minucciano, e dal versante sinistro della Val di Magra che qui riconduce la viabilità di mezzacosta, proveniente dal territorio piacentino,... Leggi tutto
Fonte: BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web

Dettagli

la chiesa di Santa Felicita di Casola era probabilmente una cappella castrense nel periodo malaspiniano del borgo, posto nei pressi della confluenza del torrente Tassonaro con l’Aulella in un luogo di naturale confluenza di percorsi provenienti dalla Valle del Serchio, attraverso le foci di Tea e dei Carpinelli, dal sistema apuano, lungo la Valle di Minucciano, e dal versante sinistro della Val di Magra che qui riconduce la viabilità di mezzacosta, proveniente dal territorio piacentino, attraverso Pontremoli e Fivizzano. La chiesa e la torre campanaria si trovano sulla parte più alta del borgo a ridosso delle mura. Punto strategico, quindi, per i collegamenti con Lucca attraverso il territorio della Garfagnana, Casola fu oggetto di contese fino alla definitiva sottomissione a Firenze, avvenuta nella prima metà del Quattrocento. Se le fonti iniziano a parlare della chiesa di Santa Felicita con gli estimi quattrocenteschi della Diocesi di Luni le strutture murarie del fianco destro, nonostante i numerosi eventi sismici ai quali periodicamente è sottoposta la località, conservano tracce di una fase duecentesca e di una successiva antecedente la riduzione in volta del fabbricato del secolo XVIII. L’essenzialità del prospetto a capanna, con l’elegante portale in arenaria, sormontato dalla finestra rettangolare, appoggiata sulla linea marcadavanzale, ricompone in un disegno unitario elementi sottoposti alla periodica opera devastatrice delle forze naturali pazientemente ripristinate dai conseguenti interventi di consolidamento. Nell’interno ad aula unica, con presbiterio rettilineo a base quadrata rivolto ad oriente, copertura voltata irrobustita da arcate trasversali, arco trionfale con ghiera concava come in altre chiese della Lunigiana orientale, si compongono elementi strutturali e decorativi sostenuti da un solido impianto progettuale. A questo disegno complessivo, capace di integrare la trabeazione ionica dell’aula con le linee serpentine e fantasiose degli stucchi, leggibili nei fastigi degli altari, si deve l’armoniosa compostezza dell’insieme

Facciata

la facciata della chiesa di Santa Felicita, in pietra a faccia vista, presenta una pagina compositiva a capanna, molto slanciata in senso verticale. E’ divisa in due parti da una fascia marcadavanzale, situata all’altezza dell’imposta delle volte interne, collegata ai due pilastri disposti sull’angolo. La complanarità delle strutture suggerisce interventi di consolidamento conseguenti ai danni di eventi sismici così come la cordolatura, posta alla base del timpano, e la foggia moderna dello stesso somigliante ad una capriata in cemento, predisposta per trattenere le spinte delle volte e della copertura. La finestra appoggiata sulla linea superiore del marcadavanzale presenta un’incorniciatura rettilinea fiancheggiata dalle sagome di due volute laterali. Si tratta della stessa finestra che all’interno conserva gli stucchi datati 1717. Il portale in arenaria presenta una struttura più complessa, formata da una doppia incorniciatura, una più interna con stipiti scanalati ed architrave molto consumato ed una più esterna. Quest’ultima è sormontata da un timpano triangolare aperto, ornato con due valve scanalate concentriche una interna all’altra. La tessitura muraria lascia scorgere la piattabanda triangolare eseguita per alleggerire l’architrave del portale

Esterno edificio

i fianchi mostrano con evidenza l’innalzamento subito dall’edificio per ridurlo in volta e ricostruire l’allineamento delle strutture coprenti del tetto. Il fianco meridionale conserva ancora tratti della struttura medievale, probabilmente duecentesca, con archetti pensili ed un piccolo portale oggi tamponato, in parte nascosto da un edificio contiguo. Le bozze ben levigate del paramento sembrano terminare ad un’altezza corrispondente all’edificio antico, innalzato in un secondo tempo

Impianto strutturale

l’impianto strutturale è generato da una pianta rettangolare riconducibile a tre moduli d

XIII - XIV (attestazioni materiali cappella castrense)

sul fianco destro della chiesa di Santa Felicita di Casola si possono osservare i resti del primitivo impianto senz’altro anteriori alla cronologia riportata negli Estimi del 1470. Secondo il Repetti fino al 1275 Casola apparteneva al ramo dei Malaspina della Verrucola, subentrati agli antenati che ne erano in possesso in forza del Diploma di Federico Barbarossa del 1164. Il 21 aprile 1372 i sindaci del comune giurarono obbedienza ai Lucchesi diventando sede della Podesteria delle Terre oltre giogo. Nel 1437 a causa della guerra tra Lucchesi e Fiorentini fu occupata dal Marchese Antonio Alberico Malaspina di Fosdinovo al quale subentrarono i Fiorentini che l’aggregarono al Vicariato di Fivizzano di cui seguì le sorti. Si pensa quindi che la chiesa di Santa Felicita, anche per la posizione topografica rispetto alle fortificazioni del borgo, fosse una cappella castrense

1470 - 1471 (prime attestazioni intero edificio)

la chiesa di Santa Felicita di Casola compare negli Estimi del 1470-71 come dipendenza della vicina Pieve di San Lorenzo di Vinacciara

1568 - 1568 (visita pastorale intero edificio)

la chiesa di Santa Felicita di Casola fu visitata nel 1568 dal delegato del vescovo Lomellini il quale ordinò al retore Prete Andrea Lombardelli di inserire nel mezzo dell’altare maggiore un tabernacolo in legno per riporvi il Santissimo Sacramento e di favorire la costituzione della Compagnia del Santissimo Sacramento del Corpo di Cristo

1717 - 1717 (ricostruzione intero edificio)

sempre secondo il Repetti, al quale attinge anche lo Sforza in un breve saggio del 1900, la chiesa fu “ricostruita nel secolo XVIII a una navata, con tre altari di marmo. La data 1717 si legge infatti su un cartiglio della decorazione a stucco situata sopra la finestra della controfacciata

1787 - 1787 (diocesi di Pontremoli intero edificio)

la chiesa di Casola nel 1787 fu annessa alla Diocesi di Pontremoli come tutte le terre fiorentine della Lunigiana

1817 - 1817 (danni sismici tribuna)

il Repetti riporta la notizia che, durante il sisma del 1817, la tribuna fu danneggiata e probabilmente sostituita con l’attuale cantoria sostenuta da colonne in ghisa

1826 - 1826 (Catasto Leopoldino intero edificio)

la chiesa di Casola è ben rappresentata nel Catasto Leopoldino del 1826, che precede l’edizione del Dizionario del Repetti di circa sette anni, ed è successivo al terremoto del 1817, dove figurano quattro altari come oggi, il battistero, l’andamento lobato della balaustra del presbiterio e gli scanni del coro

1901 - 1901 (diocesi di Massa intero edificio)

la chiesa di Santa Felicita di casola fu annessa alla Diocesi di Massa nel 1901

1920 - 1920 (restauro intero edificio)

l’edificio fu sottoposto ad interventi di restauro dopo il sisma del 1920

1985 - 1985 (ridipintura interno)

nel 1985 le decorazioni interne della chiesa di santa Felicita sono state oggetto di restauro

2013 - 2013 (danni sismici intero edificio)

l’edificio ha subito danni a seguito del terremoto del 22 giugno 2103 avente come epicentro il vicino comune di Minucciano ed attualmente è ancora in attesa di restauro e miglioramento sismico

Mappa

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