Chiese in Provincia di Massa Carrara - città di : Chiesa di San Prospero

Chiesa di San Prospero

MASSA CARRARA
Via Riolo, 19 - Monzone, Fivizzano (MS)
Culto: Cattolico
Diocesi: Massa Carrara - Pontremoli
Tipologia: chiesa
la chiesa di San Prospero di Monzone si trova nella parte alta del borgo, arroccata su uno sperone roccioso, proteso verso oriente che domina la stretta valle del Lucido di Vinca. La posizione elevata, che una sella, attraversata dall'antico sentiero diretto al bacino di Carrara, lungo il quale si sono attestate le abitazioni del paese, isola dal pendio principale, ne fanno un potenziale "castrum" naturalmente difeso dalle erte pareti del colle. La chiesa con la scarna facciata rettangolare,... Leggi tutto
Fonte: BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web

Dettagli

la chiesa di San Prospero di Monzone si trova nella parte alta del borgo, arroccata su uno sperone roccioso, proteso verso oriente che domina la stretta valle del Lucido di Vinca. La posizione elevata, che una sella, attraversata dall'antico sentiero diretto al bacino di Carrara, lungo il quale si sono attestate le abitazioni del paese, isola dal pendio principale, ne fanno un potenziale "castrum" naturalmente difeso dalle erte pareti del colle. La chiesa con la scarna facciata rettangolare, rivolta ad occidente, fiancheggiata dalla robusta e rozza torre campanaria, espone il fianco settentrionale e l'esedra absidale emergendo, nel panorama della valle, quale presidio dei monti Apuani che si annunciano verso sud/est con le loro elevate cime, in particolare quella della Rocca di Monzone dove si trovavano antichi possedimenti della comunità. Il sagrato panoramico, aperto verso la catena appenninica, il Passo del Cerreto, l'amena collina di Monte dei Bianchi, coltivata a vigneto, si raggiunge salendo una lunga scalinata che, nell'ultimo tratto si dispone assialmente all'ingresso del sacro edificio. E' formato da un portale con intradosso a tutto sesto ed estradosso ogivale, in calcare cavernoso, sormontato da una maestà in marmo raffigurante l'Incoronazione della Vergine, collocata all'interno di un oculo circolare tamponato, mentre, più in alto, si apre quello che illumina l'interno. Il vano presenta una spaziosa aula rettangolare settecentesca, con pregevoli altari in marmi policromi, contenuti nelle arcate a tutto sesto, scavate all'interno delle pareti laterali, scandite dall'ordine architettonico in quattro campate dal ritmo costante, più una mezza di servizio per la cantoria. Robuste arcate irrigidiscono la volta a botte che copre la sala illuminata dalle finestre, ricavate nelle lunette appoggiate sulla trabeazione ionica, in corrispondenza dell'attacco della volta. L'arco trionfale restringe il vano e si apre verso il catino absidale che ospita il dossale marmoreo già collocato sull'altare maggiore.

Facciata

la facciata della chiesa di San Pospero presenta un'unica pagina rettangolare, priva di ornamenti, chiusa in sommità da un modesto guscio rettilineo, oltre il quale si scorge il colmo della retrostante copertura a capanna, fuori asse rispetto all'ingresso e quindi al vano interno. L'intonaco non permette d'indagare la sottostante tessitura muraria che emerge soltanto attraverso la ghiera dell'oculo coordinato con il portale, entrambi sono in calcare cavernoso e riconducibili a modelli diffusi nel corso del secolo XVII.

Impianto strutturale

l'impianto strutturale si può schematizzare in un organismo monodirezionato, generato da una base rettangolare, in muratura portante, strutturalmente gerarchizzata nei suoi elementi compositivi, coperto da una volta a botte, chiuso dalla parete continua della facciata, ad occidente, ed aperto, verso il catino absidale, dall'ampia arcata dell'arco trionfale. La scatola muraria così ottenuta è irrigidita da robuste arcate incatenate alle reni che la suddividono in quattro moduli strutturali più uno di sevizio. L'esedra absidale, in muratura continua, coperta a catino, illuminata da tre finestre poste all'attacco della volta, si presenta come un corpo addossato, dalla minore altezza, denunciata nella discontinuità strutturale e compositiva della trabeazione, in corrispondenza dell'arco trionfale

Pianta

la pianta della chiesa è rettangolare con presbiterio absidato arredato da un pregevole altare in marmi policromi di gusto ligure. A sinistra dell'ingresso, sotto lo sbalzo della cantoria, si trova il fonte battesimale Settecentesco, mentre le pareti laterali sono adornate con sei altari lasciando libera l'ultima campata verso il presbiterio. L'ingresso non assiale suggerisce un ampliamento del vano, attuatosi probabilmente all'inizio del secolo XVIII, prestando fede al 1717 che data il dipinto posto sull'arco trionfale ed a quelle degli altari (1744 e 1772) che, in seg

1055 - 1055 (documentazione toponomastica intero bene)

il documento del Codice Pelavicino con cui Rodolfo da Casola promette di aiutare il vescovo di Luni Guidone II nel 1055 cita il Monte di Monzone ed il castello.

1106 - 1106 (attestazione documentaria edificio intero bene)

la chiesa di San Prospero di Monzone dipendeva dal Monastero di San Michele di Monte dei Bianchi e compare nell'atto dato in Guastalla per mano di Frugerio arciprete e rogato da Guido notaio, il 26 di ottobre dell'anno 1106. Ind. XIV, con il quale il Cardinale Bernardo lo affidava, con tutte le sue pertinenze, al Monastero di Sant'Apollonio di Canossa.

1418 - 1418 (mutamenti politico amministrativi intero bene)

nel 1418 Monzone passò sotto la Signoria di Firenze e fece parte della Podesteria di Codiponte.

1470 - 1471 (dipendenza intero bene)

a partire dagli Estimi del 1470/71 la chiesa di San Prospero di Monzone compare come cappella dipendente dalla pieve di Codiponte.

1568 - 1568 (datazione visita apostolica intero bene)

la chiesa viene visitata dal Griffi nel maggio del 1568, la trova in buono stato ed ordinò che il Santissimo Sacramento fosse posto al centro dell'altare maggiore e conservato in un bel tabernacolo, a sua volta contenente una teca d'argento con il S.S.

1584 - 1584 (datazione visita apostolica ciborio)

il Peruzzi nella Visita apostolica del 1584 segnalò la presenza della "custodia marmorea". E' probabile che si tratti del ciborio esagonale, a forma di tempietto ionico, con paraste angolari scanalate, cupola loricata estradossata, appoggiato su un piedistallo, oggi collocato nell'altare laterale dedicato alla Vergine Addolorata. Presenta assonanze con oggetti simili della scuola lucchese del Civitali ascrivibile ai primi decenni del secolo XVI.

1584 - 1584 (datazione visita apostolica pala marmorea altare maggiore)

il Peruzzi nella Visita apostolica del 1584 segnalò inoltre una "icona marmorea etiam aurum profilata ac satis decente" collocata sull'altare maggiore della chiesa di Monzone ascrivibile agli anni Ottanta e Novanta del Quattrocento. Si tratta del trittico cuspidato collocato sul fondo del catino absidale raffigurante la Vergine, San Giovanni Battista e San Prospero inserite all'interno di un'architettura tardogotica.

1599 - 1599 (erezione in parrocchia intero bene)

l'archivio inizia nel 1599 epoca in cui la chiesa di San Prospero fu eretta in parrocchia.

1717 - 1717 (datazione dipinto dell'Assunta)

sull'arco trionfale si può osservare un dipinto raffigurante l'Assunta, che ricorda quella della tela della pieve di Crespiano nel comune di Comano, contemplata da San Rocco e da San Francesco, dipinti sul fondo di due tendaggi simmetrici trattenuti da un cingolo. La Vergine compare dall'interno di una cappella sostenuta da un gradino, spezzato dalla centina del sottostante arco, ai lati del quale si leggono i nomi dei due santi. Su un registro più basso, ai lati dell'arco trionfale, tra le iscrizioni dedicatorie si legge, a destra, la data 1717.

1744 - 1744 (datazione altare laterale)

sul cartiglio dell'altare di San Giovanni Battista, in marmi policromi di pregevole fattura, si legge la data 4 luglio 1744.

1772 - 1772 (datazione altare laterale)

sul cartiglio dell'altare della Vergine Addolorata, in marmi policromi di buon livello artigianale, si legge la data 1772.

1874 - 1874 (datazione coro ligneo)

sul fastigio dello scranno centrale del coro ligneo si legge la data del 1874.

1923 - 1923 (datazione pavimento e balaustra)

la ditta Walton Goody e Cripps che dalla fine del secolo XIX aveva messo a coltura una cava marmifera situata alla radice del torrente Canalogna, possedeva nel piano di Monzone, in località Carigio, una segheria di marmo. Aveva fatto costruire la strada rotabile sullo stretto fondovalle del Lucido di Vinca per raggiungere la cava e, nel 1887, un'ardita teleferica sull'orrido del Balzone, che era ancora attiva tra le due guerre. Nel 1923,

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