Chiese in Provincia di Massa Carrara - città di : Chiesa di San Martino Vescovo

Chiesa di San Martino Vescovo

MASSA CARRARA
Via Don Pietro Corsini - Albiano Magra, Aulla (MS)
Culto: Cattolico
Diocesi: Massa Carrara - Pontremoli
Tipologia: chiesa
La chiesa di San Martino Vescovo è situata presumibilmente sull'antico sedime, riconoscibile nella topografia del luogo, dell'impianto medievale attestato dai documenti, pur non presentando alcuna traccia di quel periodo . Il complesso espone le forme settecentesche comuni a molti edifici della Lunigiana ed, in particolare, della Bassa Val di Magra componendo in facciata due elementi distinti, un corpo principale, più elevato suddiviso in due ordini sovrapposti con frontone curvilineo, ed uno... Leggi tutto
Fonte: BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web

Dettagli

La chiesa di San Martino Vescovo è situata presumibilmente sull'antico sedime, riconoscibile nella topografia del luogo, dell'impianto medievale attestato dai documenti, pur non presentando alcuna traccia di quel periodo . Il complesso espone le forme settecentesche comuni a molti edifici della Lunigiana ed, in particolare, della Bassa Val di Magra componendo in facciata due elementi distinti, un corpo principale, più elevato suddiviso in due ordini sovrapposti con frontone curvilineo, ed uno secondario con frontone triangolare. La parte superiore del corpo principale conserva il carattere ligure nella decorazione delle lesene, nelle specchiature, nel timpano, nel mosaico del sagrato in pietre nere, bianche e diaspro, tipico della Liguria di Levante. Il corpo minore risulta ancora leggibile nella sua autonomia strutturale di elemento adiacente. Probabilmente il portico della chiesa medievale fu trasformato in oratorio ed in seguito riunito alla navata centrale. L'interno fu molto rimaneggiato nell'800 quando l'oratorio ed in seguito la navatella opposta furono collegate al vano centrale, ciò comportò la demolizione degli altari disposti sulle pareti laterali e l'apertura di due grandi arcate a sesto ribassato. Nel secolo successivo l'inserimento dell'altare maggiore di una chiesa molto più grande trasformò ulteriormente quanto restava della fisionomia Settecentesca, leggibile soltanto in alcuni stucchi del presbiterio. La decorazione pittorica novecentesca anima tuttavia le pareti del vano sacro con medaglioni ed ornati ispirati al barocchetto pontremolese Il campanile e la casa canonica sono separati dell'edificio e dislocati nel sovrastante borgo.

Preesistenze

Della chiesa di San Martino Vescovo, documentata a partire dalla metà del Duecento, non si sono rilevate tracce nelle murature perimetrali, tuttavia le scarne descrizioni dei documenti medievali suggeriscono la medesima ubicazione topografica.

Facciata

Dei due elementi della facciata quello principale presenta ancora le lesene con gli strucchi di gusto ligure riscontrabili anche nell'interno nella parte del presbiterio.

Impianto strutturale

L'impianto strutturale della chiesa si compone di un vano principale, coperto da volta a botte lunettata, con volta a vela all'incrocio dei due bracci del transetto, e semicalotta lunettata in corrispondenza del presbiterio. Ne deriva un organismo che lavora a gravità su tutto il perimetro, parzialmente indebolito dalle grandi aperture realizzate per ampliare lo spazio dell'aula nel secolo XIX. I corpi laterali si presentano strutturalmente autonomi.

Pavimenti e pavimentazioni

Il sagrato della chiesa è a mosaico in pietruzze di diaspro rosso, ofiolite nera e pietre grigio chiaro, di varie tonalita', ad imitazione del marmo. Forme tipiche della Liguria di Levante, datato 1877.

Pianta

La pianta della chiesa è a croce latina formata da un vano centrale chiuso da abside semicircolare e da uno pseudo transetto in corrispondenza delle cappelle maggiori, affiancato da due navate laterali disuguali. Quella di destra adiacente, ma collegata a quella centrale soltanto nel secolo XIX, presenta dimensioni molto maggiori dell'altra. Dal presbiterio si accede alla sacrestia ed ad un'altro vano simmetrico di servizio, di minori dimensioni.

Struttura

La struttura dell'edificio è completamente in pietra proveniente, probabilmente, dal vicino fiume Magra di pezzatura irregolare e completamente intonacata. La struttura delle volte è composta da pietre disposte su centine e legate con abbondante malta di calce, a formare quasi un conglomerato di grossa pezzatura. Sono presenti catene trasversali in corrispondenza di ogni campata. Mancano collegamenti longitudinali.

Coperture

La copertura del fabbricato è a capanna con, attualmente, manto di coppi ed embrici ed articolata in più parti: la più elevata ricopre il volume corrispondente alla volta a vela del transetto al quale si affiancano, verso mezzogiorno, il vo

1256 - 1256 (Giuramento Parte del bene)

Codice Pelavicino Doc. 428. Sotto il portico della chiesa di San Martino di Albianogli uomini di Albiano giurano di mantenere quanto stipulato fra il vescovo Guglielmo e Ferro di Cordula loro sindaco

1266 - 1266 (Concessione vescovile Intero bene)

Codice Pelavicino Doc. 427. Il vescovo Guglielmo concede agli uomini della villa di Albiano di abitare edificare e fortificare il luogo chiamato Groppo che è sopra la chiesa di S. Martino di Albiano.

1470 - 1471 (Menzione Intero bene)

La chiesa di Albiano è censita negli Estimi del 1470-71 come cappella dipendente dalla Pieve di Santo Stefano de Cerreto.

1476 - 1476 (Adunanza degli uomini di Albiano Cimitero)

Gli uomini di Albiano vengono convocati in assemblea nel cimitero, presso la chiesa, dalla parte inferiore, verso Vezzano..

1778 - 1778 (Data Abside della Chiesa)

Sull'abside della chiesa si trova una pietra di rozza forma che reca la data del rifacimento dell'abside

1780 - 1780 (Decadenza dell'edificio Intero bene)

Nei registri parrocchiali si annota che il prete Domenico Maria Ferrari si recava dal Vescovo di Sarzana Giulio Cesare Lomellini per supplicarlo affinché l'edificio non fosse interdetto.

1784 - 1784 (Costruzione dell'altare Altare)

Il libro delle opere parrocchiali annota la costruzione del nuovo altare maggiore.

1784 - 1784 (Benedizione Intero bene)

Licenza di benedizione del Vescovo Lomellini

1787 - 1794 (Costo dell'intervento Intero bene)

Per la riedificazione della chiesa parrocchiale furono spese 6000 lire di Genova di cui 3000 somministrate dalla pietà del popolo e 3000 dal Granduca Pietro Leopoldo di Toscana. Nel 1794 era stato dato l'incarico al maestro Moracco di realizzare un pulpito in stucco che viene ricordato, come presente, sino agli anni '50.

1821 - 1823 (Cantoria ed organo Interno edificio)

Viene realizzata una cantoria ed inserito un organo ad armadio, che ospitava un organo Serassi. Lo strumento, un Inzoli, interamente pneumatico, con mantici a funzionamento manuale e somiere in due parti, tutto in cassa espressiva. Sono riportati i restauri intervenuti sull'organo: nel 1864 con riparazioni, nel 1875 con accordatura, nel 1901 per manutenzione ed infine nel 1935 per restauro totale ad opera di Rinaldo Soldani.

1849 - 1851 (Opere di arredo Interno edificio)

Nel 1849 i fratelli Bergamini di Carrara costruiscono la balaustra in marmo che delimitava il presbiterio della chiesa. Il bel coro ligneo fu installato negli anni 1850/51.

1863 - 1863 (Ristrutturazione dell'intero edificio Intero bene)

Il sacerdote Edoardo Gigli porta a termine la ristrutturazione e l'ampliamento della "parte bassa" della chiesa, presumibilmente dal lato destro, collegando tra loro i vani adiacenti dell'oratorio e della navata centrale sopprimendo tutti gli altari documentati dalle visite pastorali dei vescovi sarzanesi.

1877 - 1884 (Opere di completamento e finitura Sagrato e navata laterale)

Tra il 1877, data sul sagrato in ciottoli colorati, ed il 1884, parroco don Odoardo Gigli, viene costruita la navata laterale sinistra.

1920 - 1940 (Manutenzione straordinaria Facciata)

Da documentazione fotografica si evince che tra gli anni '20 e '40, parroco don Corsini Pietro, sono stati eseguiti lavori di manutenzione della facciata con decorazione finto bugnato pittorica, nel fronte della natata laterale, e finta pietra nel fronte principale, eseguita con cemento a riquadri come d'uso al tempo. Anche la lapide commemorativa posta, nel primo dopoguerra, sulla parte curva della navatella laterale, riporta decorazioni e fastigi in cemento.

1930 - 1930 (Sostituzione del manto di copertura Tetto)

La copertura della chiesa settecentesca era in ardesia sostituita poi con manto di tegole in cotto alla marsigliese. Durante l'ultimo rifacimento del tetto sono state ritrovate tegole della ceramica Ellena di Ponzano, attiva nei primi decenni del secolo XIX, e copiosi fram

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