Chiese in Provincia di Arezzo - città di Arezzo Città: Chiesa dei Santi Michele e Adriano in Arezzo

Chiesa dei Santi Michele e Adriano in Arezzo
SS. Michele e Adriano

AREZZO / AREZZO città
Piazza San Michele - Arezzo (AR) AREZZO città
Culto: Cattolico
Diocesi: Arezzo - Cortona - Sansepolcro
Tipologia: chiesa
Il complesso parrocchiale dei Santi Michele e Adriano è localizzato all'interno delle mura urbane lungo una delle strade principali ed è composto dalla chiesa, dalla casa canonica addossata sul lato destro della chiesa, dall'ampia resede ad uso giardino. La chiesa è a navata unica, abside di forma quadrata con campanile sul lato destro. La copertura è a otto capriate lignee, soprastanti travi, piccola orditura e scempiato in pianelle di cotto. La pavimentazione è in cotto (quadrati posti in... Leggi tutto
Fonte: BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web

Dettagli

Il complesso parrocchiale dei Santi Michele e Adriano è localizzato all'interno delle mura urbane lungo una delle strade principali ed è composto dalla chiesa, dalla casa canonica addossata sul lato destro della chiesa, dall'ampia resede ad uso giardino. La chiesa è a navata unica, abside di forma quadrata con campanile sul lato destro. La copertura è a otto capriate lignee, soprastanti travi, piccola orditura e scempiato in pianelle di cotto. La pavimentazione è in cotto (quadrati posti in diagonale). La casa canonica si sviluppa principalmente su due piani, il piano terra con volte a crociera, il secondo con travi in legno, piccola orditura e scempiato in pianelle di cotto. Le pavimentazioni sono in graniglia e in parte in cotto. Il loggiato è a due ordini: al piano terra le colonne sono monolitiche con capitelli ionici, le arcate sono in cotto, assai eleganti le volte a crociera; al primo piano il loggiato è trabeato con colonnine in pietra. Si accede al monastero tramite un portale bozzato in pietra sul lato destro della chiesa, sormontato anch'esso dallo stemma camaldolese.

Coperture

aula coperta a doppia falda su capriate in legno; abside coperto con volta a crociera in muratura.

Pianta

Navata unica rettangolare.

Struttura

Pareti in muratura continua.

XI - XIII (costruzione intero bene)

La chiesa dei Santi Michele e Adriano è documentata in un atto nel 1079, in questo secolo entra in possesso dei monaci Camaldolesi, infatti in un atto del 1098 risulta una donazione in favore del monastero di San Salvatore di Camaldoli per il mantenimento dei monaci di San Michele ad Arezzo. Nel secolo successivo abbiamo un atto del 1150 dove il vescovo Girolamo la eresse a parrocchia. Nel 1175, un atto di papa Clemente III, conferma i benefici concessi da papa Anastasio IV e prende la chiesa e il monastero sotto la propria protezione. La chiesa altomedioevale, ampliata o rifatta verso la metà del XII secolo, era piuttosto piccola e sul davanti aveva un portico (atrio), come risulta dagli atti giuridici portati a termine in questo luogo. A fianco della chiesa vi era il "claustrum" ed anche li si compivano atti giudici. La chiesa vide svolgersi più volte grandi raduni di monaci camaldolesi come nel 1273 ove fu eletto a priore di Camaldoli un monaco di San Michele.

XIV - XV (ampliamento intero bene)

Nella prima metà del Trecento la chiesa viene ingrandita ed acquista un aspetto gotico, ha cappelle ed edicole in pietra o di marmo, dipinti sulle pareti, un'epigrafe ci parla di un cospicuo lavoro fatto da un Benvenuto bolognese al tempo di Amato Priore. Nel Quattrocento la prioria diventa abbazia e viene data in commenda nel 1483.

XVI - XVI (restauro monastero)

Nel Cinquecento inizia il declino; il monastero fu risistemato nella seconda metà del secolo come asserito dallo stemma camaldolese datato 1565. Il chiostro cinquecentesco rappresenta la parte più interessante dell'antico monastero, sono rimasti soltanto due lati con sei arcate ciascuno, anche se murati. Nel 1583 il Visitatore Apostolico ci fa sapere che la chiesa è tornata sotto la giurisdizione camaldolese ed è unita all'abbazia di Santa Maria in Gradi. La chiesa è in cattivo stato, il Visitatore ordina la demolizione degli altari ad esclusione dell'altare maggiore, racconta della presenza di una bella icona su tavola di Neri di Bicci e di quattro pitture in corrispondenza di altrettanti altari minori.

XVII - XVIII (proprietà intero complesso)

Nel 1653 i Camaldolesi abbandonarono la chiesa e il monastero e si trasferirono a Santa Maria in Gradi nel rispetto di quanto deciso da Innocenzo X che nel 1652 sopprimeva i monasteri con un numero di monaci inferiore a 12. Da questa data in poi l'ex convento è utilizzato come canonica. Alla fine del Settecento S. Michele divenne parrocchia affidata al clero secolare e nel 1786 le furono annessi titolo, territorio e beneficio della soppressa parrocchia di Sant'Adriano.

1817 - 1824 (demolizione chiesa)

Dal 1817 al 1824 ebbero luogo i lavori di restauro all'esterno e all'interno della chiesa, questi interventi eliminarono completamente quanto rimaneva dell'originario impianto trecentesco.

1914 - 1925 (restauro chiesa)

Tra il 1914 e 1925 la chiesa rimane chiusa per pericolo di crolli. Durante questo periodo si mise mano a un intervento di consolidamento, al rinnovo del tetto e al ripristino della chiesa trecentesca, la viene completamente rifatta in falso gotico su disegno di Giuseppe Castellucci.

2012 - 2012 (restauro canonica)

L'intervento di restauro ha riguardato il rifacimento completo degli impianti idrici, fognari con rifacimento delle fosse e degrassatori, termosanitario e termosifoni, rifacimento impianto elettrico, realizzazione di due nuovi bagni, rasatura con malta e tinteggiatura a calce delle pareti e soffitti, rifacimento dei pavimenti dei bagni e ove smontati per la sostituzione delle strutture, sostituzione di tre travi e ordito secondario al piano ammezzato/primo, eliminazione di muratura portante che impropriamente scaricava su trave in legno, risanamento strutturale dell'ordito primario e secondario del tetto con sostituzione delle parti ammalorate, posa di guaina impermeabilizzante montaggio del manto di copertura in tegole e coppi in cotto c

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