Chiese in Provincia di Arezzo - città di : Chiesa di San Martino

Chiesa di San Martino
S. Martino in Levane

AREZZO
Piazza del Secco 9 - Levane, Montevarchi (AR)
Culto: Cattolico
Diocesi: Arezzo - Cortona - Sansepolcro
Tipologia: chiesa
L'edificio ha pianta a croce latina con antistante portico, prospetta su piazza pubblica e confina con il lato Dx con proprietà privata e sul lato Sx con la casa parrocchiale. Il soffitto dell'aula e delle cappelle è voltato a botte e a crociere e termina con arco trionfale, la parte absidale ha forma semicircolare coperta a semi-cupola più bassa . L'area presbiteriale è adeguata alle indicazioni liturgiche ed è rialzata con due gradini così come sono rialzati gli altari delle due cappelle.... Leggi tutto
Fonte: BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web

Dettagli

L'edificio ha pianta a croce latina con antistante portico, prospetta su piazza pubblica e confina con il lato Dx con proprietà privata e sul lato Sx con la casa parrocchiale. Il soffitto dell'aula e delle cappelle è voltato a botte e a crociere e termina con arco trionfale, la parte absidale ha forma semicircolare coperta a semi-cupola più bassa . L'area presbiteriale è adeguata alle indicazioni liturgiche ed è rialzata con due gradini così come sono rialzati gli altari delle due cappelle. L'impianto settecentesco fu parzialmente distrutto a seguito degli eventi bellici 1943/1945. Ricostruito nel dopo guerra semplificando le originali decorazioni a stucco e è stata modificata la parte absidale dall'originale forma rettangolare a quella attuale in forma semicircolare. L'interno della chiesa venne riqualificato e decorato ripetendo, per quanto possibile, quello di impianto settecentesco con i restauri interni eseguiti negli anni 90'. Il portico antistante venne edificato nell'anno 1858 per celebrare il dogma della Immacolata Concezione. E' rialzato di tre gradini rispetto alla piazza Del Secco ed è costituito da un telaio portante e decorativo in pietra serena, completato da specchiature d' intonaco tinteggiate con un richiamo, tipico del periodo a forme neo-rinascimentali. La pianta ha forma rettangolare, e l'alzato è sorretto sui lati da pilastri con arco e da colonne sorreggenti una trabeazione di rigiro sempre in pietra serena. Il soffitto nella parte centrale più alta è voltata e presenta un orologio incastonato Ai due lati di questo,più bassi, è presente un soffitto cassettonato. Il tutto riecheggia la forma serliana . In origine questo avancorpo dedicato all' Immacolata concezione era adornato da sette statue poste su pinnacoli nella copertura andate poi perdute a causa degli eventi bellici ricordati. Sulla cuspide del complesso, recentemente, è stata ricollocata una statua in terracotta rappresentante “il Redentore” come presente in origine. Il complesso costituito dalla Chiesa e dalla casa parrocchiale è inserito nel nucleo storico del centro abitato di Levane.

Coperture

La copertura è del tipo a capanna con due ampie falde regolari sulle quali si innestano a livello della gronda, le coperture delle due cappelle laterali anch'esse coperte a capanna. La struttura principale è costituita da travi in legno lamellare e di sezione costante poste in senso longitudinali rispetto all'aula della chiesa. Questa poggia su brevi pilastri in muratura che si ancorano all'arconi portanti sui quali imposta la volta a botte o a crociera di chiusura dell'aula della chiesa. Gli appoggi delle travi son realizzati in modo antisismico con inserti di teflon. La struttura secondaria, e di completamento, sempre in legno, comprende travicelli sempre lamellari, assito in legno maschiato posato incrociato e guaina elastomero- bituminosa e manto di copertura in coppi e tegole alla toscana. Sulla copertura è stata inserita la linea vita per un accesso in sicurezza alle coperture. Il timpano di facciata ha la copertura in piombo che protegge anche la parte della retrofacciata dello stesso.

Pianta

La pianta della chiesa è a croce latina con aula principale e due cappelle laterali. Il presbiterio termina in un abside semicircolare dove è posto il tabernacolo e il coro. L'accesso dal portico alla chiesa è mediato da un bussolone in legno.

Struttura

La struttura portante del complesso ecclesiastico è in pietra locale con filari di collegamento e ripartizione in mattoni. Gli archi di scarico portanti le volte del sofftto sono murati in mattoni, successivamente rinforzati da un ispessimento in calcestruzzo. Le volte sia a botte che a crociera sono realizzate in mattoni in foglio rinforzate localmente da costoloni sempre in mattoni o più recentemente consolidate con stesura di resine rinforzate con tessuto.

XI - XI (committenza fondazioni)

L'origine della chiesa di San Martino in Levane non è nota. Il Repetti (Dizionario geografico della Toscana) riferisce dell'esistenza del borgo di Levane e Levane alta, quest'ultimo già Castel di Leona. Il castello di Leona, ossia il Castelvecchio di Levane è rammentato fino dal secolo XI. Con atto rogato in Subbiano il 3 ottobre 1080 donna Berta figlia di Landolfo e vedova di Ranieri, ottenuto il consenso da Enrico suo cognato e di lei padre, vende al Capitolo della Cattedrale aretina la porzione di beni e a lei donati nel contado aretino, fra i quali una corte a Leona.

1583 - 1585 (preesistenze carattere generale)

San Martino in Levana alta esisteva comunque nel 1583, come risulta dalla Visita Apostolica. E' in buone condizioni, il pavimento non è "devastato" in quanto i morti si seppelliscono in tombe ben strutturate. Accanto alla chiesa c'è il cimitero. Nel 1585 il vicino Santuario di Santa Maria fu unito alla chiesa di San Martino.

1640 - 1687 (restauro carattere generale)

Nel 1640 il vescovo trova l'edificio in buone condizioni, ma sopra la porta vede scritto delle parole (che non riferisce) e le fa scancellare come "indecentia"; nel cimitero c'è nata una ficaia e ordina di tagliarla. Nel 1687 si ordina di restaurare tetti e finestre.

1733 - 1871 (ampliamento carattere generale)

Nel 1733 si procede all'ampliamento della chiesa e si iniziano le decorazioni in stucco; il nuovo fonte battesimale viene posto in una nuova cappella, entrando sulla sinistra. Si costituiscono con stucchi due nuovi altari dedicati uno a Sant'Antonio Abate e l'altro a Santa Brigida. Nel 1783 s'inizia a costruire la nuova Propositura e San Martino rimane come camposanto e viene mantenuta dal popolo perché il proposto nella accettazione della nomina non la volle a suo carico. Nel 1871 è ancora in buono stato.

1733 - 1944 (stile intero bene)

La chiesa, dalla pianta a croce latina ad unica navata e dotata di soffitto voltato, ha le caratteristiche settecentesche ritrovabili in altri edifici coevi anche della zona, quali ad esempio la collegiata di San Lorenzo in Montevarchi, caratterizzata appunto da decorazioni post barocche quali paraste, capitelli, cornici e finestre.

1950 - 1956 (restauro intero bene)

Non si hanno notizie ulteriori sull'immobile fino allo scoppio della seconda guerra mondiale, essendosi dispersi gli archivi parrocchiali durante l'evento bellico. Difatti la chiesa e la canonica subirono gravi danni, tant'è che il presbiterio, insieme al transetto e all'abside, furono completamente distrutti. Agli inizi degli anni '50 si procedette alla ricostruzione della chiesa, modificando l'apparato decorativo. La pianta originale fu rispettata ad eccezione della parte absidale la quale venne realizzata a pianta semicircolare con copertura voltata. Negli anni 1955/1956 si procedette ad una profonda ristrutturazione anche della casa parrocchiale.

1991 - 1992 (restauro chiesa)

Negli anni 1991/1992, su commissione del parroco don Angelo Sabatini, furono eseguiti sostanziali lavori alla chiesa con il fine di recuperare, per quanto possibile, l'aspetto originario, ricostituendo le paraste, i capitelli con la sovrastante trabeazione. La parte absidale, ricostruita negli anni '50, fu modificata con la chiusura delle finestre e con la realizzazione della nicchia che ospita la settecentesca statua lignea del Redentore.

2013 - 2014 (restauro chiesa)

Nel 2013, grazie al contributo della CEI, è stata possibile intervenire sulle coperture e sugli intonaci esterni e interni.

Mappa

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