Chiese in Provincia di Grosseto - città di : Chiesa della Santissima Trinità

Chiesa della Santissima Trinità
SS. Trinità

GROSSETO
Selva , Santa Fiora (GR)
Culto: Cattolico
Diocesi: Pitigliano - Sovana - Orbetello
Tipologia: chiesa
Sebbene sia stata la chiesa propria del convento francescano, essa ha sempre svolto anche il ruolo di parrocchiale per la comunità della Selva. Tuttavia la chiesa parrocchiale è propriamente quella adiacente e dedicata nel sec. XVII a Santo Stefano Protomartire, ma edificata nel sec. XVI con il titolo di Cappella del Santissimo Crocifisso. Nel 1770 terminano i lavori di ricostruzione sulla chiesa preesistente e dedicata il 19 settembre 1833 dal Vescovo Francesco Barzellotti. La pianta è di... Leggi tutto
Fonte: BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web

Dettagli

Sebbene sia stata la chiesa propria del convento francescano, essa ha sempre svolto anche il ruolo di parrocchiale per la comunità della Selva. Tuttavia la chiesa parrocchiale è propriamente quella adiacente e dedicata nel sec. XVII a Santo Stefano Protomartire, ma edificata nel sec. XVI con il titolo di Cappella del Santissimo Crocifisso. Nel 1770 terminano i lavori di ricostruzione sulla chiesa preesistente e dedicata il 19 settembre 1833 dal Vescovo Francesco Barzellotti. La pianta è di tipo basilicale, con ingresso protetto da un portico a quattro campate: le tre centrali più alte e le due laterali ribassate. L'interno è a tre navate di circa mq 570 con copertura a volta e arricchito (ma in modo sobrio) di stucchi. Sono presenti sei altari laterali oltre quello centrale, monumentale, opera del maestro Speroni. Tra le opere di pregio conservate si annovera una tavola attribuita al senese Girolamo di Benvenuto, raffigurante l’Assunzione della Vergine coi santi Girolamo, Tommaso e Francesco, dove in secondo piano si scorge il committente Sforza in preghiera e la costa maremmana; una terracotta robbiana raffigurante la Santissima Trinità, attribuita a Benedetto Buglioni allievo di Andrea Della Robbia. Dietro l'altare monumentale è posizionato un importante coro ligneo. La torre campanaria è quadrata e termina a cuspide; è rivestita di pietra concia.

Impianto strutturale

Muratura in pietrame in parte lasciata a faccia vista e intonacata nella facciata.

Coperture

Tetto a capanna a due falde sulla navata centrale, a falda unica sulle due laterali. Manto di copertura in tegole e coppi.

Pavimenti e pavimentazioni

Quello dell'aula è a quadroni bicromi, mentre quello del presbiterio è stato rifatto con pezzi di marmo.

Elementi decorativi

All'interno sono presenti stucchi sobri a forma di nicchia e figure spiriformi in corrispondenza della chiave di volta degli archi delle navate laterali.

Altare maggiore

Monumentale, rifatto nella parte inferiore a metà del sec. XX, mentre la parte superiore è settecentesca, costituita da sei colonne con capitelli che sorreggono una corona. Sembra opera del maestro Speroni, forse il vicentino Pietro Speroni che pochi anni prima riprogettò la pieve di S. Egidio e Savino a Monte San Savino.

Arredi

Fonte battesimale all'ingresso, sei altari laterali, balaustra in legno e coro ligneo.

1103 - 1114 (preesistenze carattere generale)

Costruzione di un primo convento annesso alla chiesa preesistente, su donazione della contessa Adalasia vedova di Ranieri Aldobrandeschi al monastero di S. Ambrogio di Montecellese (Siena). Vi si stabiliscono le monache camaldolesi. L'atto fu rogato dal notaio e giudice imperiale Girolamo.

1301 - 1310 (storia carattere generale)

Le monache si spostano all'interno delle mura di Santa Fiora, lasciando il convento della Trinità in stato di abbandono.

1488 - 1490 (storia carattere generale)

Il conte Guido Sforza fa ricostruire il convento per ospitare gli Osservanti Francescani. Secondo la leggenda, in questi anni, presso il convento il conte uccide un drago, dove lo scheletro della testa viene conservato a tutt'oggi presso la sacrestia della chiesa conventuale.

1603 - 1603 (storia carattere generale)

Agli Osservanti subentrano i Francescani della Riforma.

1762 - 1770 (ricostruzione intero bene)

Sul sito dell'antica chiesa viene ricostruita quella attuale.

1762 - 1770 (costruzione altare monumentale)

L'altare monumentale sembra essere opera del maestro stuccatore Speroni, probabilmente si tratta del maestro varesino Pietro Materno Speroni che ha riedificato tra il 1748 e il 1749 la pieve dei Santi Egidio e Savino a Monte San Savino.

1799 - 1807 (storia carattere generale)

Gli stati della Toscana passano alla Francia e con essi il convento con la chiesa della Santissima Trinità.

1819 - 1819 (storia carattere generale)

Con un Rescritto Sovrano del Granduca Ferdinando III di Lorena, reintegrato il 22 luglio 1816 dal Congresso di Vienna nei suoi domini, concede di nuovo ai Francescani Riformati il possesso del convento e della chiesa.

1833 - 1833 (dedicazione carattere generale)

La chiesa veniva dedicata il 19 settembre 1833 dal Vescovo Francesco Barzellotti.

1866 - 1872 (storia carattere generale)

Una seconda soppressione avviene con l'Unità d'Italia nel 1866. Convento e chiesa venivano riacquistate dal Demanio dello Stato da Giovanni Battista Barbi (padre Cherubino) nel giugno 1872.

1991 - 1996 (storia carattere generale)

Il convento con la chiesa annessa viene definitivamente abbandonato nel 1991 e la proprietà della chiesa passa alla parrocchia.

2010 - 2011 (progetto intero bene)

Viene effettuato un progetto generale di restauro della chiesa da parte dell'architetto Massimo Francardi e i lavori sono commissionati all'impresa FASER Costruzioni di San Quirico di Sorano. Il progetto è stato autorizzato dalla Soprintendenza BAP di Siena, prot. n. 11017, del 19 luglio 2011.

2011 - 2013 (consolidamento intero bene)

L'edificio presentava problemi strutturali a causa di una grossa infiltrazione di acqua, proveniente da una sorgente deviata dalla vicina collina e che si riversava nella zona sottostante l'altare maggiore. Anche la copertura presentava problemi di staticità dovuti al lungo stato di abbandono e così anche alcune parti murarie interne alla chiesa.

2011 - 2013 (ristrutturazione intero bene)

Terminate le opere di consolidamento i lavori sono proseguiti per la manutenzione straordinaria e la ristrutturazione delle parti più deteriorate delle murature esterne, del portico, delle vetrate istoriate e soprattutto dell'interno, impreziosito da stucchi barocchi.

Mappa

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