Chiese in Provincia di Grosseto - città di : Chiesa di Santa Maria Assunta

Chiesa di Santa Maria Assunta
S. Maria Assunta

GROSSETO
Via della Fortezza, 11 - Talamone , Orbetello (GR)
Culto: Cattolico
Diocesi: Pitigliano - Sovana - Orbetello
Tipologia: chiesa
L'attuale chiesa che sorge nella piazza centrale di Talamone, fu ricostruita nel primo dopoguerra dopo la distruzione ad opera dei Tedeschi insieme all'intero paese il 14 maggio 1944, ed occupa lo stesso luogo di quella precedente costruita dai Senei verso la metà del sec. XIV, probabilmente sui resti di una costruzione precedente del sec. V a.C. Verosimilmente nel Seicento subì profonde trasformazioni stilistiche e l'aggiunta di due navate laterali. L'aspetto attuale, seppur semplice, è... Leggi tutto
Fonte: BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web

Dettagli

L'attuale chiesa che sorge nella piazza centrale di Talamone, fu ricostruita nel primo dopoguerra dopo la distruzione ad opera dei Tedeschi insieme all'intero paese il 14 maggio 1944, ed occupa lo stesso luogo di quella precedente costruita dai Senei verso la metà del sec. XIV, probabilmente sui resti di una costruzione precedente del sec. V a.C. Verosimilmente nel Seicento subì profonde trasformazioni stilistiche e l'aggiunta di due navate laterali. L'aspetto attuale, seppur semplice, è maestoso e austero, ispirato al moderno romanico. La facciata mostra un nobile portale nella cui lunetta è scolpito l'emblema di San Bernardino, opera eseguita da Valentino Catani nel 1953. Sopra il portale è realizzato il rosone con vetriata istoriata del fiorentino Ugo Signorini, raffigurante la Vergine con il Bambino, copia di una Madonna fiorentina del Quattrocento. L'interno, a pianta rettangolare che si restringe nel presbiterio, occupa un'area di circa mq 450. La navata è unica, ma a destra è presente un corridoio, separato dall'aula mediante colonne quadrate e rivestite di travertino. Nell'abside è posizionata una tela raffigurante l'Assunzione di Maria, firmata da P. S. Bordi ed eseguita nel 1951. Nella chiesa sono conservati altri dipinti: il Discorso della Montagna di Vittorio Bartoli, la Vergine con San Paolo della Croce della pittrice mancianese Maria Pascucci, e la Vergine di Pietro Aldi, altro pittore mancianese. Le vetrate sono tutte del maestro fiorentino Ugo Signorini e della casa fiorentina Quentin. Le vetrate verso il lato del mare raffigurano scene marittime, mentre quelle del lato opposto riportano scene campestri. Altre ancora raffigurano i santi maggiormente venerati e una San Mamiliano che approda a Talamone, San Gregorio VII e San Paolo della Croce, San Bernardino da Siena che a Talamone tenne la sua prima missione popolare. A sinistra subito dopo l'ingresso è presente il fonte battesimale in travertino e una cappella intitolata all'Addolorata. Della chiesa primitiva sono rimasti i frammenti marmorei di un'acquasantiera rinascimentale e tre campane storiche, rispettivamente del 1563, 1570, 1604. La torre campanaria si eleva per circa 25 metri sul lato destro della chiesa, sul quale sono posizionate tre campane moderne, due fuse nel 1952 presso la fonderia Ottolina di Bergamo; la terza, la maggiore, veniva fusa nel 1981 a cura del parroco don Vasco Carini.

Coperture

Tetto a capanna con capriate e copertura con tegole.

Pianta

Rettangolare.

Pavimenti e pavimentazioni

In travertino locale e mattonelle.

Infissi

Vetrate e rosone del maestro fiorentino Ugo Signorini, realizzate dalla ditta fiorentina Quentin.

Portale

In legno, con cornici e architrave in pietra.

XIV - XVII (costruzione intero edificio)

Prima costruzione ad opere dei Senesi e modificata nel Seicento con l'aggiunta di due navate laterali.

1944 - 1944 (demolizione totale intero edificio)

L'edificio sacro, come tutto il paese di Talamone, fu distrutto dai Tedeschi prima con bombardamenti e poi minando i resti rimasti.

1945 - 1949 (ricostruzione intero edificio)

La chiesa fu ricostruita totalmente dalla base e dedicata dal Venerabile Vescovo Stanislao Battistelli il 19 maggio 1949.

1972 - 2014 (messa in posa pavimento)

In cotto con disegni e stemmi (1972). A causa del grave degrado è stato sostituito (2014) con uno nuovo in cotto chiaro e travertino locale.

2011 - 2014 (consolidamento e restauro intero edificio)

Il progetto di recupero è stato redatto dall'Architetto Letizia Pizzetti di Abbadia San Salvatore (Si), che ha anche diretto i lavori in collaborazione con l'Architetto Andrea Butelli di Montiano (Gr). I lavori sono stati eseguiti dall'impresa FASER srl di San Quirico di Sorano (Gr).

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