Chiese in Provincia di Firenze - città di : Chiesa di San Giusto

Chiesa di San Giusto
San Giusto a Ema

FIRENZE
Via Vacciano, 48 - Ema, Bagno a Ripoli (FI)
Culto: Cattolico
Diocesi: Firenze
Tipologia: chiesa
La Chiesa ha una pianta rettangolare ad andamento longitudinale a unica navata oltre alla cappella della compagnia posta a destra. La Chiesa si presenta con un atrio frontale coperto da un'ampia loggia che poggia gli archi su colonne affiancate ai pilastri ornati da nicchie rimaste vuote. Coperture La struttura di copertura è costituita da una triplice orditura, la primaria consistente in capriate lignee, la secondaria in travi e la terziaria in correnti, con sovrastante pianelle, guiana e... Leggi tutto
Fonte: BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web

Dettagli

La Chiesa ha una pianta rettangolare ad andamento longitudinale a unica navata oltre alla cappella della compagnia posta a destra. La Chiesa si presenta con un atrio frontale coperto da un'ampia loggia che poggia gli archi su colonne affiancate ai pilastri ornati da nicchie rimaste vuote.

Coperture

La struttura di copertura è costituita da una triplice orditura, la primaria consistente in capriate lignee, la secondaria in travi e la terziaria in correnti, con sovrastante pianelle, guiana e coppi e embrici.

Struttura

La struttura della Chiesa è in pietrame misto poi intonacato con cupola centrale realizzata in laterizio. La navata principale è voltata a botte con un astruttura in cannicciato ed affrescato.

Pavimenti e pavimentazioni

La pavimentazione interno chiesa è realizzata mediante cotto antico mentre le soglie e i gradini sono in pietra.

1032 - 1032 (citazione parte del bene)

Il luogo di Mezzana, dove aveva sede San Giusto, appare ricordato per la prima volta in un documento notarile del 1032, insieme al vicino Vacciano che dà ancora il nome alla strada che sale al colle di Fattucchia.

1130 - 1130 (citazione parte del bene)

Nel 1130 un altro documento cita la chiesa di Santa Maria a Carpineto che si trovava sulla sommità della collina

1156 - 1156 (citazione intero bene)

Tanto Giusto a Ema che Santa Maria a Carpineto sono citate in una bollapapale del 1156 che conferma un precedente documento di Niccolò II. Le due chiese erano suffraganee, o dipendenti, della Pieve dell'Impruneta. Da allora le due chiesette ebbero vite parallele per arrivare infine, come vedremo, a una davvero ben singolare unificazione. Come era consuetudine del tempo, le due chiese erano sotto la custodia o patronato di una famiglia nobile e potente. In questo territorio dominava la famiglia degli Amidei, proprietaria della torre che poi divenne il campanile di Santa Maria a Montici. La rivalità tra Amidei e i vicini Buondelmonti fu all'origine delle sanguinose lotte nel comune di Firenze. Dagli Amidei si distinse e separò il ramo dei Gherardini o figli di Gherardo, ai quali passò il patronato di San Giusto e Santa Maria a Carpineto.

1156 - 1156 (citazione intero bene)

Un'ampia autonomia per le decisioni di carattere civile, come manutenzione di strade e così via, restava ai capofamiglia del luogo: San Giusto e Santa a Maria a Carpineto formarono un comunello rurale che poi fu unito all'Impruneta. Oggi il territorio appartiene al comune di Bagno a Ripoli. Dell'età più antica restano abbondanti documenti ma poco sappiamo sullo stato e l'aspetto della chiesa di San Giusto e di quelli di Santa Maria a Carpineto.

1529 - 1530 (citazione intero bene)

Tra il 1529 e il 1530 la campagna della Val d'Ema subì gli effetti disastrosi della presenza dell'esercito spagnolo che assediava Firenze. Può essere stato questo il tempo nel quale la collina prese il nome di Poggio Secco, dopo le devastazioni. Nel 1541 la chiesa di San Giusto non era stata ancora riparata dopo i guasti della guerra e in pessimo stato era anche Santa Maria a Carpineto. Al ritorno di tempi migliori contribuì Bernardo Vecchietti che a metà collina, sul luogo forse, del castello longobardo e della fortificazione comunale fece costruire un più pacifico uccellatoio per la caccia mediante grandi reti che imprigionavano abbondante selvaggina destinata alle mense signorili.

1590 - 1590 (ristrutturazione intero bene )

Nel 1590 un documento fa sapere che la chiesa di San Giusto era stata riparata ma le pareti presentavano di nuovo un eretto presso l'altare maggiore. E' un'indicazione che può rilevare una costante instabilità del terreno. Si apprende pure che era stato coperto per la prima volta l'atrio davanti alla chiesa. Nello stesso tempo si ha notizia di una lenta e progressiva rovina della chiesa di Carpineto.

1626 - 1626 (costruzione intero bene)

Nel 1626 si ha notizia che a San Giusto a Ema erano stati costruiti i due altari laterali. In questa età molte altre chiese toscane ebbero i nuovi altari alle pareti laterali delle navate, tutti in identico stile del tardo rinascimento.

1647 - 1700 (costruzione intero bene)

Nel 1647 la famiglio Gherardini cedè il patronato di San Giusto a quella dei Niccolini che vollero far notare la loro presenza con l'applicazione sulla facciata dello stemma, la costruzione dell'attuale portico con gli eleganti archi ribassati, le colonne e i pilastri ornati da nicchie rimaste vuote. Nello stile tardorinscimentale di quell'epoca anche il finestrone che dà forte luce alla chiesa.

1725 - 1731 (citazione Compagnia del SS. Sacramento)

Nel 1725 fu istituita la Compagnia del Santissimo Sacramento e della Concezione per iniziativa di un gruppo di giovani che decisero di continuare una forma di devozione di secolare origine. I capitoli della Compagnia o confraternita

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