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Addio al dj “Franco”, domani i funerali 

Donnarumma è morto per un malore improvviso: nato a Castellammare, abitava qui da vent’anni

LIVORNO. Amava la musica, viveva per la musica, aveva una passione infinita per la musica. Lavorava in un’importante azienda marchigiana del settore nautico, ma la sua fissazione era la musica. Ed era proprio lui, anche e soprattutto alle feste e ai compleanni degli amici, a portare la consolle, a mettersi le cuffie e a far ballare tutti. Ma la colonna sonora della sua vita, purtroppo, si è fermata martedì sera. Francesco Donnarumma, 52 anni, è scomparso infatti per un malore in provincia di Ancona, dove lavorava da alcuni anni dopo una vita passata tra Castellammare di Stabia e Livorno. Quasi sicuramente è stato un infarto, improvviso e fatale, a ucciderlo.
“Franco”, come lo chiamavano tutti quelli che lo conoscevano, lascia il figlio Mario, la moglie Nunzia, due fratelli e due sorelle. Era nato a Castellammare di Stabia nel 1965 e si era trasferito a Livorno, insieme alla sua famiglia, nei primi anni ’90 per motivi di lavoro. Qualche anno fa, invece, la chiamata dalla provincia di Ancona e un’occasione impossibile da rifiutare. E allora ecco un altro trasferimento, stavolta senza la famiglia ma con il solito sacrificio.
Donnarumma, comunque, tornava a Livorno appena possibile per trovare la moglie, rimasta qui sempre per motivi di lavoro, e gli amici. E poi perché questa era diventata ormai la sua città d’adozione, tanto che i funerali si celebreranno proprio a Livorno, alle 11,30 di domani nella cappella del cimitero dei Lupi.
Intanto sono state tantissime le persone che, nel corso delle ultime ore, hanno aperto la sua pagina di Facebook e hanno lasciato un ricordo o un messaggio di condoglianze per la famiglia. «Buon viaggio dj», il post che ha unito Castellammare di Stabia, Livorno e Ancona, le tre città che hanno segnato la vita di Francesco Donnarumma. «Stanotte ci hai lasciato all’improvviso lasciando un vuoto enorme in tutti noi - ha scritto il fratello Gennaro, allenatore di calcio nel settore giovanile della Polisportiva Carli Salviano - anche se non te l’ho mai detto, ti ho sempre voluto bene. Mi manchi tanto».
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Pubblicato su Il Tirreno