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Le grida di dolore scuotono il paese

«Perché? Perché?», urla a ripetizione la madre di Marius La moglie non resiste, sviene e e deve essere soccorsa

SAN GIULIANO TERME. Un grido di dolore interrompe il silenzio che circonda i sommozzatori. È la madre di Marius Nicolae, i carabinieri le hanno appena comunicato la tragica notizia. Esce dalla sua abitazione di via Fattori urlando «Perché? Perché?» e si avvia verso il ponte di Ripafratta tirandosi dei pizzicotti in viso, come se volesse svegliarsi dal peggiore degli incubi.

La comunità romena, che da anni abita stabilmente a Ripafratta, ha subìto una perdita incolmabile. Per tutta la giornata di ieri i parenti dei tre ragazzi hanno seguito le operazioni di recupero e ricerca dei corpi. Un'attesa interminabile. Pianti e urla disperate si scatenano quando i cadaveri di Nicolae e Cristian Mircea vengono portati via dalla Misericordia. La moglie di Lucian Cristea si appoggia alle spallette e fissa le acque del Serchio che hanno inghiottito la Volkswagen Passat. Una sua parente sviene dal dolore e viene soccorsa dai medici. È la moglie di Marius. È troppo grande lo choc per una perdita così tragica. «E adesso? Chi manterrà i loro figli?», si chiede una donna.

Nicolae e Mircea lavoravano come sfattini: recuperavano materiali inerti da oggetti abbandonati per poi rivenderli. I figli di Nicolae e Cristea frequentano regolarmente le scuole elementari e medie del territorio e sono seguiti dall'associazione “ScuolaMondo”, che da anni promuove doposcuola per ragazzi disagiati.

Ieri mattina molti residenti della frazione sangiulianese sono accorsi ai lati del ponte per seguire le operazioni di soccorso. «Alle 4 di mattina gli abitanti della casa che si affaccia sulla ferrovia hanno sentito un forte tonfo, un rumore sordo e poi più niente - racconta un passante, che ha portato delle coperte e dell'acqua ai parenti delle vittime. -. Questa mattina (ieri per chi legge, ndr) sono passato da qui in bici ma nessuno aveva visto che una macchina era caduta nel fiume».

Un altro residente commenta le precarie condizioni del ponte. «L'autopsia verificherà se avevano bevuto o meno. Rimane il fatto che se ci fosse stato un guard-rail adeguato la macchina non sarebbe caduta in acqua - dice indignato -. Guardate in che stato sono le barriere, tutte arrugginite e rattoppate». «Dovevano aspettare che accadesse questa tragedia? In tutti questi anni non è stato fatto niente al ponte, eppure le problematiche sono sotto gli occhi di tutti - afferma una donna con il proprio bambino in braccio -. Penso alle famiglie di questi ragazzi. Questo ponte è pericoloso: l'asfalto pessimo e inesistente l'illuminazione. Forse questa tragedia si poteva evitare».

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Pubblicato su Il Tirreno