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La lotta di Patrizia e l’amore di Bruno nella canzone di Mari

Uccisa da un tumore, la donna aveva scritto alcune poesie Il compagno le dedica un libro, il chitarrista un video

GROSSETO. Quanto può durare un amore? Un minuto, solo. O una vita intera, con la stessa intensità di batticuore e fremito che si può provare quando si sente che è amore, appunto. Quando non ci sono dubbi o se ci sono, sono nulla. Una vita intera è l’unità di misura dell’amore tra Bruno e Patrizia, che si conoscono nel 2011, dopo qualche settimana di chiacchiere in una chat. Non c’era nulla di “hot” in quello che Bruno e Patrizia si scrivevano: parlavano di botanica, passione che li accomunava, parlavano di loro, delle loro vite incasinate, di strade che a quasi cinquant’anni, con un matrimonio alle spalle e figli già cresciuti, possono anche incrociarsi. Bruno Solimeno è di Orbetello e lavora come giardiniere all’Argentario. Patrizia invece era dipendente dell’Università La Sapienza e si occupava del Giardino botanico di Roma. Patrizia era, perché nel 2009 è stata uccisa da un tumore contro il quale ha combattuto per due anni. Patrizia però c’è ancora: nelle pagine del libro che il suo compagno ha voluto dedicare alla loro storia d’amore. “Un sogno: il nostro amore bellissimo”. C’è la storia della coppia, in quelle pagine e ci sono anche le poesie che Parizia aveva scritto, parti delle lettere inviate a Bruno e la prefazione di Virna Lisi, che conosce bene il giardiniere. E c’è una poesia, che si intitola “Sabbia”, che il cantautore Paolo Mari ha deciso di far diventare una canzone: parole che camminano sulle note e sulle immagini del video che è stato realizzato con l’aiuto di altre due persone: Giulia, la figlia di Bruno, Dalia, la figlia dell’autore e il figlio Giulio. «Si è creato un circuito di amicizia ed empatia - racconta Paolo Mari - che ci ha coinvolti tutti. La canzone è nata proprio per questo».

Bruno Solimeno è un ex musicista: quando ha conosciuto Mari gli ha raccontato di quel libro e del grande desiderio che aveva Patrizia. Che una sua poesia potesse diventare una canzone. Ed è così che è nata “Sabbia”, per ora disponibile su Youtube. Le poesie di Patrizia sono un inno alla vita Un inno alla gioia, alla voglia di combattere che dal giorno della diagnosi del tumore l’ha pervasa cellula dopo cellula: alcune stavano morendo, le altre invece si ribellavano. La malattia ha avuto la peggio e Patrizia è morta. «Ma quello che abbiamo voluto trasmettere con questa canzone è la voglia di vivere e soprattutto quella di combattere che Patrizia aveva - aggiunge Mari - perché tutte le sue poesie sono attraversate da questo desiderio e da questa spinta». Patrizia dipingeva, Patrizia scriveva, Patrizia amava e con Bruno aveva trovato l’amore, quello che fa palpitare e battere il cuore anche a cinquant’anni. «Io e Patrizia avevamo tante passioni in comune - spiega Bruno - e quando ci ha lasciati, ho creduto che l’unica maniera per continuare ad averla lì con me fosse scrivere questo libro e raccontare questa storia». Una storia che di straordinario ha soltanto il sentimento che ha legato i due negli 8 anni di vita passata insieme.

«Mi piacerebbe - dice Mari - che questa canzone diventasse un po’ il manifesto delle persone che lottano contro la malattia. Il messaggio che io con la canzone e Bruno con il suo libro e la sua storia, vogliamo trasmettere è un messaggio di speranza, così come Patrizia ce l’ha voluta far arrivare».

Amare, lottare. Verbi che la donna aveva fatto propri e che ora sono stati fatti propri da tutte le persone che hanno avuto il privilegio di vivere l’amore e la lotta di Patrizia.

@francegori

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Pubblicato su Il Tirreno