Chiese in Provincia di Prato - città di : Oratorio di Santa Maria Maddalena ai Malsani

Oratorio di Santa Maria Maddalena ai Malsani
Chiesa dello spedale del Ponte Petrino S. Maria Maddalena

PRATO
Via Firenze - Prato (PO)
Culto: Cattolico
Diocesi: Prato
Tipologia: oratorio
Sorta di fianco allo Spedale degli infetti (lebbrosario) di San Iacopo, la chiesa fu costruita tra il 1211 (o forse anche un ventennio prima) e il 1221. Absidata, con regolare paramento in alberese, ha portale con arco bicromo e bifora retta da un colonnino in serpentino verde. All'interno la volta a crociera sul presbiterio conserva frammenti di affreschi del primo ventennio del Duecento coi simboli degli evangelisti, mentre nell'abside sono dipinti il Salvatore benedicente e santi, di... Leggi tutto

Dettagli

Sorta di fianco allo Spedale degli infetti (lebbrosario) di San Iacopo, la chiesa fu costruita tra il 1211 (o forse anche un ventennio prima) e il 1221. Absidata, con regolare paramento in alberese, ha portale con arco bicromo e bifora retta da un colonnino in serpentino verde. All'interno la volta a crociera sul presbiterio conserva frammenti di affreschi del primo ventennio del Duecento coi simboli degli evangelisti, mentre nell'abside sono dipinti il Salvatore benedicente e santi, di Pietro di Miniato (1414).

Facciata

La facciata della chiesetta è a capanna, con paramento regolare in bozze d'alberese; l'allungato portale, al centro, taglia a spigolo vivo la muratura, ed ha l'architrave sorretto da mensole convesse, con archivolto rialzato a conci alternati in alberese e verde di Prato. Una bifora, in asse col portale, ha archetti ricavati in un blocco monolitico e colonnino in marmo verde con capitello a fogliette. Il fianco sinistro mostra alcune irregolarità nel paramento ed è forato da una porta con architrave retto da mensole convesse.

Abside esterno

L'abside, con muratura assai raffinata, ha una monofora con sguancio esterno e interno, e una copertura conica a scagle di gusto settecentesco. Sotto questa è una trabeazione di garbato gioco cromatico con due fasce in marmo verde e in alberese, sorrette da consunte mensolette in arenaria, alcune delle quali recano decorazioni zoomorfe, una è ornata da una testina.

Campanile

Il campaniletto a vela in mattoni, con due piccole campane, è del XV-XVI secolo ed ha modificato la falda superiore della copertura trasformandola a falda unica.

Interno della chiesa

All'interno si nota la divisione dello spazio in due zone, differenziate anche nella quota del pavimento in coccio pesto. La parte anteriore, la prima ad essere costruita sul finire del XII secolo, ha copertura lignea a capriate, conserva però in controfacciata le imposte in pietra di una volta a crociera, ora scomparsa o forse mai realizzata. In questa prima parte, sulla parete destra sono una finestra a feritoia ed una porta laterale tamponata, che collegava la chiesa allo spedale.

Presbiterio

La zona verso l'altare, realizzata tra il 1211 e il 1221, come accennano i documenti, è coperta da una volta a crociera su allungati pennacchi, ed ha paramento in alberese più regolare rispetto alla zona anteriore. Rara nel territorio pratese è la curvatura ad arco falcato dell'abside; il semplice altare è del XX secolo. Di grande interesse sono i resti di arcaici tondi a monocromo affrescati sulla volta a crociera, databili circa il 1220. Al centro è l'Agnello mistico, intorno al quale sono i Tetramorfi, dei quali restano san Giovanni (l'aquila), san Luca (il toro), e tracce di san Marco.

Abside interno

Altri affreschi decorano la zona absidale, dipinti nel 1414 e attribuibili a Pietro di Miniato, con la collaborazione forse del fratello Antonio. Sul'arco absidale è dipinta l'Annunciazione, frammentaria, sotto la quale erano due sante, probabilmente la Maddalena e Caterina d'Alessandria. Il catino conserva invece il Salvatore benedicente e ai lati santo Stefano e san Giovanni Battista.

1198 - 1221 (committenza intero bene)

Oltre il Bisenzio, sulla strada che da Pizzidimonte giunge al Ponte Petrino, nel luogo che in seguito si disse Malsani, fu costruito lo spedale di San Iacopo, che ebbe anche nome di casa dei malsani o degli infetti, «domus amalattie», cioè dei lebbrosi. Sebbene si trovi citato per la prima volta nel 1199, doveva esistere già da più diecine d'anni, a considerare il numero dei fratelli che lo servivano. A Prato la lebbra dovette esser portata dai pellegrini o reduci di Terra Santa, che avevano partecipato alla terza crociata. Nel 1211 il vescovo di Firenze, Giovanni da Velletri, donò allo spedale la terra sulla quale era stata costruita la «ecclesia Sancte Marie Maddalene de Ponte Petreno» e nel mese di maggio 1221 di persona presenziò alla solenne consacrazione.

1377 - 1779 (passaggio di proprietà intero bene)

Nel 1377, con la progressiva scomparsa della lebbra dal territorio di Prato, lo spedale fu chiuso e i suoi beni, compresa la chiesa, furono concessi al Ceppo dei poveri di Prato, istituito nel 1282 da Monte Pugliesi. La chiesa non cessò tuttavia di essere uffiziata da un rettore residente. La chiesa e l'abitazione del rettore con gli annesi, al catasto del 1776-1779, erano addecimati in 4 soldi e 4 denari di fiorino.

1414 - 1937 (affreschi intero bene)

Nel 1414, come attesta l'iscrizione rinvenuta nella cornice d'imposta del catino absidale, fu affrescato tutto l'abside della chiesa col Salvatore benedicente tra i santi Stefano e Giovanni Battista. Ancora nell'Ottocento, come attesta il Repetti nel suo celebrato Dizionario (1841), vi si celebrava il culto: "Vi si sodisfa tuttora un'uffiziatura con l'obbligo di 12 messe l'anno e tre nel giorno della festa titolare". Nel secondo decennio del Novecento nella chiesa e locali annessi ebbe sede la sezione della Misericordia di Santa Cristina. Nel 1937 la pia Casa de' Ceppi di Prato riconsegnò la chiesa alla Parrocchia di Santa Cristina a Pimonte.

1971 - 1971 (restauro intero bene)

Nel luglio 1971 fu completato il restauro della chiesa condotto dalla Soprintendenza ai monumenti di Firenze e Pistoia, sotto la direzione dell'arch. Francesco Gurrieri. L'officiatura della chiesa da allora è fatta dal parroco della vicina chiesa della Sacra Famiglia al Ponte Petrino.

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